Lavoro, Monti blinda la riforma e fa arrabbiare Bersani

Nel corso dell’affollata conferenza stampa tenuta ieri nella sede del colosso editoriale Nikkei Shimbun (a Tokyo), Mario Monti non le ha mandate a dire. Dopo la precisazione relativa all'”alto consenso” riferibile al suo governo, ma non ai partiti, il premier è tornato a difendere la riforma del mercato del lavoro. “Abbiamo ridotto la distanza tra i lavoratori protetti e coloro che non lo sono”, ha sostanzialmente detto alla platea nipponica, blindando anche il punto relativo alla modifica dell’articolo 18. Parole che hanno provocato la reazione del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.

Monti e l’Italia nordica – “Ho fiducia nel fatto che la riforma passerà. L’accoglienza avuta dalla riforma delle pensioni mi fa ben sperare”. A spiegarlo agli investitori e ai giornalisti giapponesi presenti ieri alla conferenza stampa allestita a Tokyo è stato il premier Mario Monti, impegnato a promozionare il provvedimento che mira a riformare il mercato del lavoro italiano. “Il nostro è diventato un paese mediterraneo molto nordico – ha scherzato il Professore – Abbiamo ridotto la distanza dal cosiddetto sistema della flex security con meno protezione del posto di lavoro rispetto a quella attuale e una maggiore protezione di chi perde il lavoro”.

La difficoltà di licenziare – Un’auto-promozione volta a rimarcare l’immagine di un paese intenzionato non solo a uscire dalla crisi, ma anche ad imporsi come protagonista nel contesto economico mondiale. “La riforma – ha insistito Monti – punta a una drastica riduzione della segmentazione del mercato fra lavoratori che oggi sono molto protetti e una totale assenza di protezione soprattutto fra i giovani“. E ancora: “Le imprese – ha precisato il presidente del Consiglio – hanno paura di assumere dal momento che è molto difficile licenziare anche per ragioni economiche”.

La reazione di Bersani – Una “blindatura” sull’articolo 18 che non poteva non suscitare reazioni. Come quella del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che da Lisbona ha così commentato: “O politici e tecnici, assieme, riescono a convincere il paese o sotto la pelle del paese – ha avvertito il democratico – ce n’è abbastanza per prendere a cazzotti sia i politici che i tecnici”.

Maria Saporito