L’Arsenale della Danza apre le sue porte a Ko Murobushi

Appuntamento con la danza – Continuano gli appuntamenti Open Doors del progetto Arsenale della Danza promosso dalla Biennale Venezia. Sabato 31 marzo, alle ore 18 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, i giovani danzatori mostreranno il risultato del loro lavoro con Ko Murobushi, uno dei massimi artisti del butoh, la danza delle tenebre.

Dal Giappone a Venezia – Dopo essere stato accolto con grande calore dal pubblico veneziano nel 2006, Ko Muroboshi ritorna nella città lagunare per guidare gli artisti del domani in una masterclass. Considerato erede della visione originaria del butoh dettata dai primi maestri Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno, Ko Murobushi è fra i fondatori delle maggiori formazioni di questo originalissimo genere, come Dairakudakan, fondato insieme a Ushio Amagatsu, Akaji Maro e altri, o il gruppo tutto al femminile Ariadone, creato con Carlotta Ikeda, fino alla recentissima formazione Ko&Edge.
Il butoh è nato nel Giappone post-atomico e sfida le convenzioni della danza e del teatro tradizionali diventando fisicità pura nella rarefazione estrema, dura e oscura, dei gesti. Ko Murobushi spiega : “Il corpo è abbandonato, rinserrato, circondato. Per questo l’essere umano rimarrà sempre un paese straniero. I nostri incontri sono determinati dal destino…. Siamo forme che divengono tagli; siamo danzatori di confine. Quando vogliamo metterci in contatto con lo spazio circostante, questo cambia, si muove, si rifiuta, esplode. Tutte le parti del corpo si contorcono, il corpo è fatto a pezzi. Poi viene schiacciato e si riduce in mille frammenti. Il corpo in sé è privato di ogni significato, non può avere un nome; appare come mera figura, autogenerata: un doppio corpo oltre i limiti del tempo. Un po’ come un brutto scherzo…“.

L’Arsenale della Danza – Con la data del 31 marzo proseguono gli appuntamenti dell’Arsenale Danza che permette ai giovani danzatori che stanno partecipando a questa edizione di avvicinarsi a diversi stili, approcci e tecniche di tutto il mondo. Le esibizioni di Open Doors proseguiranno poi il 21 aprile con il “materiale coreografico” sul tema del corpo antropologico nato dall’incontro dei danzatori con Adriana Borriello, già danzatrice della celebre compagnia di Anne Teresa de Keersmaeker, Rosas, e da anni attenta al rapporto tra movimento e memoria individuale e collettiva. Il ciclo di Open Doors si concluderà il 12 maggio con la presentazione pubblica del thailandese Pichet Klunchun, maestro di Khon, la danza classica thailandese, illuminata da una sensibilità contemporanea.

Beatrice Pagan