Monti scrive al Corriere per fare pace con i partiti

In una lettera aperta pubblicata oggi dal Corriere della Sera, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha tentato di mettere una pezza allo strappo consumatosi con i partiti nel corso del suo viaggio nel paese del Sol Levante. Il Professore, che ha sostanzialmente parlato di “misunderstanding”, ha rimarcato la sua fiducia e gratitudine per quanto fatto dalle forze politiche, impegnate (a suo dire) in una fase di trasformazione destinata a rendere più solido il sistema Italia.

Il rammarico del premier – “Caro Direttore, vedo solo ora che alcune considerazioni da me fatte in una conferenza tenuta l’altro ieri a Tokyo presso il giornale Nikkei hanno suscitato vive reazioni in Italia. Ne sono molto rammaricato, tanto più che quelle considerazioni, espresse nel corso di un lungo intervento in inglese, avevano l’obiettivo opposto a quello che, fuori dal contesto, è stato loro attribuito”. Comincia così la lettera che il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha inviato oggi al direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, con la preghiera di pubblicarla per chiarire la sua posizione sull’importanza dell’attività svolta dai partiti.

Politici responsabili e cittadini maturi – “Se da qualche mese l’Italia ha imboccato risolutamente la via delle riforme – ha scritto il Professore nella missiva – lo si deve in parte al governo, ma in larga parte al senso di responsabilità delle forze politiche che, pure caratterizzate da forti divergenze programmatiche, hanno saputo dare priorità, in una fase di emergenza, all’interesse generale del paese. E lo si deve anche alla grande maturità degli italiani – ha precisato il premier – che hanno mostrato di comprendere che vale la pena di sopportare sacrifici rilevanti, purché distribuiti con equità, per evitare il declino dell’Italia o, peggio, una sorte simile a quella della Grecia“.

Il montismo non esiste – Un riconoscimento che ha fatto il paio con il quadro tratteggiato da Monti per il post 2013. “Dopo le elezioni – ha spiegato il presidente del Consiglio – torneranno governi ‘politici’, come è naturale (perfino in Giappone, ho dichiarato che il sottoscritto sparirà e che il ‘montismo’ non esiste!). Ma ritengo che ciò non debba essere visto come un rischio. Le forze politiche sono impegnate in una profonda riflessione al loro interno – ha assicurato il premier – e, in dialogo tra loro, lavorano a importanti riforme per rendere il sistema politico e istituzionale meno pesante e più funzionale”.

Maria Saporito