Caso Lusi, i vertici Margherita smentiscono l’ex tesoriere

Con una nota ufficiale diramata ieri, Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Gianpiero Bocci – ovvero i “big” dell’ormai defunta Margherita – hanno rimarcato la loro ferma condanna nei confronti dell’ex tesoriere accusato di appropriazione illecita. A farli arrabbiare è stata soprattutto l’indiscrezione riportata dalla stampa relativa alla dichiarazione di Luigi Lusi ai magistrati, ai quali avrebbe detto che i fondi del partito sarebbero stati ripartiti secondo una logica spartitoria tra “rutelliani” e “popolari”. “Non è mai esistito un accordo per la destinazione delle risorse della Margherita”, hanno controbattuto Rutelli, Bianco e Bocci.

Le percentuali della discordia – “Il 60% è andato ai popolari e il 40% ai rutelliani”. Sarebbero queste le stime – consegnate dall’ex tesoriere, Luigi Lusi, ai magistrati che lo hanno interrogato – che hanno  fatto infuriare i vertici dell’ex Margherita. I quali hanno vergato ieri una nota ufficiale dai toni a dir poco sprezzanti: “Le cifre sottratte al partito – hanno scritto Rutelli, Bocci e Bianco – Lusi le ha intestate a se stesso e a propri familiari, sulla base della propria esclusiva azione illecita“.

Nessuna ripartizione – “Non è mai esistito un ‘accordo’ per la destinazione delle risorse della Margherita –  hanno aggiunto – All’oggetto della prossima Assemblea Federale, che nelle nostre intenzioni dovrà essere quella conclusiva, sarà la liquidazione del partito e l’attribuzione delle risorse residue. La legittima e doverosa destinazione di risorse nei dieci anni di vita della Margherita non è mai stata effettuata sulla base di una ripartizione per aree e correnti – hanno precisato gli ex ‘margheritini’ – salvo, ovviamente, la retrocessione di 25 milioni di euro ai quattro partiti fondatori, ultimata nel 2006 ed iscritta nei bilanci”.

Fondi gestiti da Lusi – “I fondi destinati al personale, alle attività politiche, alle elezioni, ai servizi, ad Europa (quotidiano di riferimento del partito, ndr) – hanno continuato Rutelli, Bocci e Bianco nella nota –  sono stati disposti direttamente dal tesoriere, come da Statuto e da sua precisa responsabilità. L’individuazione di quote percentuali, come riportate da alcuni giornali, è del tutto priva di fondamento”. E ancora: “Lusi – hanno messo nero su bianco gli ex ‘big’  della Margherita – non ha potuto che mettere a verbale la propria incapacità di indicare il nome di un solo dirigente che fosse a conoscenza delle sue attività predatorie“.

Maria Saporito