Calcioscommesse: arrestato Andrea Masiello che confessa la combine di Bari-Lecce


Calcioscommesse arrestato Masiello – Andrea Masiello, ex calciatore del Bari e ora in forza all’Atalanta, è stato arrestato a Bergamo la scorsa notte e trasferito a Bari. È la Procura della Repubblica del capoluogo pugliese a portare avanti l’inchiesta. Le richieste di custodia cautelare, che riguardano anche due amici di Masiello, Giovanni Carella e Fabio Giacobbe, sono state avanzate dal procuratore Antonio Laudati e dal sostituto Ciro Angelillis. L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. A Masiello e i suoi complici è stata contestata la combine di alcune partite disputate dal Bari negli ultimi due campionati di Serie A. Tra queste, il derby Bari-Lecce, giocato il 15 maggio 2011 e terminato 0-2. Un match su cui non si sono registrate scommesse anomale, ma “venduto” da Masiello e nel quale segnò un clamoroso autogol. È lo stesso calciatore a confessarlo in una nota invitata al pm Angelillis pochi giorni fa, il 28 marzo. Masiello avrebbe intascato 50 mila euro, mentre i suoi amici arrestati, Carella e Giacobbe, avrebbero ricevuto durante in un incontro in un hotel di Lecce 180.000 euro da un faccendiere probabilmente vicino al Lecce che i carabinieri stanno per identificare.

Le altre partite – Ci sono altre partite su cui, secondo il pm Laudati, “è stata ritenuta ampiamente provata l’alterazione del risultato”. Sono Bari-Genoa 3-0 (2 maggio 2010), Udinese-Bari 3-3 (9 maggio 2010), Cesena-Bari 1-0 (17 aprile 2011) e Bologna-Bari 0-4 (22 maggio 2011). Per la sfida di Udine, spunta anche il nome di un calciatore della Juventus. Secondo gli investigatori, alcuni biancorossi, tra cui anche Leonardo Bonucci si organizzarono per combinare un over. Coinvolto anche il tifo organizzato con gli ultrà che avevano deciso di lucrare sulle sconfitte dei propri beniamini. Ne parla in un interrogatorio Marco Rossi, difensore del Cesena e all’epoca in forza al Bari: “Poco prima della partita Cesena-Bari del 17 aprile 2012, alcuni capi ultrà avevano intimato ai rappresentanti dei giocatori, tra cui il portiere Gillet e lo stesso Andrea Masiello, di perdere le successive due partite di campionato, ovvero Cesena-Bari e Bari-Sampdoria, in quanto avevano essi stessi scommesso sulla sconfitta del Bari”. Nonostante le minacce, i giocatori avevano deciso di non aderire alle richieste dei tifosi. Gillet ha confermato le parole di Marco Rossi e ha anche fatto i nomi ai magistrati dei tre capi ultrà autori delle minacce.

Gli indagati – Nel registro degli indagati sono iscritti altri calciatori di Serie A e B: Daniele Portanova (difensore del Bologna), Alessandro Parisi (difensore del Torino), Simone Bentivoglio (Samp), Marco Rossi (Cesena), Abdelkader Ghezzal (Levante), Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte (Siena). Nel registro degli indagati ci sono anche i nomi del factotum barese Angelo Iacovelli, tre ristoratori – Nico De Tullio, Onofrio De Benedictis e Francesco De Napoli – ritenuti complici dei calciatori, scommettitori e loro amici: Arianna Pinto, Giovanni Carella, Fabio Giacobbe, lo “zingaro” Victor Kondic, Leonardo Picci e l’albanese Armand Caca.

Miro Santoro