Pdl nel caos: Galan propone scissione Fi-An

Un matrimonio mal riuscito, al quale sarebbe opportuno porre fine con un divorzio consensuale. E’ questa, in sintesi, la convinzione dell’ex ministro, Giancarlo Galan, che ieri – in un’intervista al Giornale che non è passata inosservata – ha proposto di riconoscere il fallimento del Pdl e di procedere alla scissione dei due partiti che lo hanno generato: An e Fi. “La fusione non è riuscita”, ha detto Galan, che ha provocato la reazione stizzita di molti colleghi.

Separarsi per vincere – “Io credo che separati raccoglieremmo più consenso. E la somma dei nostri consensi sarebbe superiore a quella del Pdl. Se avessimo mantenuto le nostre identità avremmo lasciato molto meno spazio alla Lega e avremmo potuto rappresentare un’offerta politica più gradita agli elettori”. A dirlo ieri è stato l’ex ministro della Cultura, Giancarlo Galan, che in un parossismo di nostalgia (o di lucidità politica), ha proposto agli ex aennini di imboccare una strada diversa da quella degli ex forzisti.

Fusione fallita – “Alle elezioni amministrative andremmo meglio divisi – ha insistito Galan – restando in una federazione ma separati. La fusione tra An e Forza Italia non è riuscita”. E ancora: “Si negano le sconfitte, si afferma che tutto va bene, ma chiedo: perché non fermarsi a riflettere e capire cosa vuole la nostra gente? – ha rincarato l’ex ministro – Il partito non mi piace. Solo il 7% degli italiani apprezza il modello di partito classico. Noi con Fi avevamo inventato qualcosa di diverso e ora – ha concluso il pidiellino – siamo lì a fare le tessere, le correnti, le cordate”.

Le reazioni dei “falchi” – Parole che hanno suscitato le immancabili polemiche, con gli ex aennini (notoriamente indicati come i “falchi”) sul piede di guerra. “Sono affermazioni sbagliate e stupide – ha tagliato corto Maurizio Gasparri – E il 99% del Pdl la pensa diversamente. Stiamo lavorando con Berlusconi e Alfano proprio per dare una stabilità, un radicamento a quello che è un grande progetto politico”. Più ironico il commento di Ignazio La Russa: “Se qualcuno si è pentito – ha detto riferendosi a Galan – sappia che è in buona compagnia. Prima di lui si è pentito Fini, facciano un partito insieme”.

Pdl non è meccano – Ma a bocciare la proposta del “forzista nostalgico” è stato anche il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: “Le perplessità sull’opportunità della costituzione del Pdl andavano caso mai espresse, aprendo una seria battaglia politica, al momento della sua costituzione – ha spiegato – I partiti non si montano e si smontano come se si partecipasse al gioco del meccano, né siamo al cinema per cui il film viene ripercorso all’indietro con il flash back”.

Maria Saporito