Scandalo Lega, soldi alla famiglia Bossi. Maroni: Occorre maggiore pulizia

Fondi elettorali a Bossi – Sono tre le indagini che riguardano la Lega, coordinate dalle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria. Tali indagini hanno portato alla perquisizione della sede leghista di via Bellerio e l’iscrizione nel registro degli indagati del tesoriere Belsito.
Le accuse vanno dalla truffa aggravata ai danni dello Stato all’appropriazione indebita.
Secondo le procure, il tesoriere Belsito avrebbe sottratto soldi dei rimborsi elettoraliper esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord“, ovvero Umberto Bossi.
Dalle indagini si legge che si tratta di “esborsi in contante o con assegni circolari o attraverso contratti simulati. Tali atti di disposizione, in ipotesi non riconducibili agli interessi del partito e contrari ai suoi vincoli statutari, hanno carattere appropriativo“.
Gli illeciti sarebbero andati avanti anche mentre la Lega era nell’ultimo governo Berlusconi, terminato con la nomina del governo tecnico guidato da Monti.
Ancora poco chiare alcune movimentazioni di denaro tra Belsito e alcun faccendieri legati alla ndrangheta.

La reazione di Maroni –Dobbiamo reagire, reagire subito, dimostrando di non avere nulla da nascondere”, ha subito fatto sapere Maroni: “Questa inchiesta mi sembra particolarmente importante, quindi la risposta giusta che la Lega deve dare è un passo indietro da parte dell’amministratore e la nomina di un amministratore di cui tutti abbiamo fiducia“.
Salvini ha definito invece il blitz di carabinieri e guardia di finanza come una “gentile visita, proprio mentre migliaia di nostri militanti stavano depositando le liste per le prossime elezioni amministrative. Noi non crediamo ai complotti, registriamo soltanto quanto è accaduto“.

Matteo Oliviero