Lavoro, Monti: Sciolti tutti i nodi

Di ritorno dal suo viaggio in Asia, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ripreso le fila dei discorsi rimasti in sospeso in Italia, destinando da subito la sua attenzione alla riforma del mercato del lavoro. Il testo formulato e perfezionato dal ministro Elsa Fornero è pronto per il Quirinale (dove dovrebbe essere firmato da Giorgio Napolitano) e per il Parlamento. Da qui l’accelerazione del premier, che ha ieri incontrato (in segreto) Pier Luigi Bersani e ha poi convocato Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini per scrivere la parola fine sulle discussioni incentrate sulla modifica dell’articolo 18.

Vis a vis con Bersani – Le approvazioni e gli incoraggiamenti incassati in terra d’Oriente devono aver galvanizzato il presidente del Consiglio che ha ieri lavorato alacremente per accelerare l’approvazione della riforma del mercato del lavoro. Nel pomeriggio il Professore ha incontrato in privato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel tentativo di trovare una mediazione sul nodo dell’articolo 18. La discussione sui licenziamenti rischia, infatti, di rallentare l’iter legislativo e di “azzoppare” i risultati conseguiti fin qui. Un rischio troppo grande, al quale Mario Monti non può assolutamente cedere il fianco.

Accordo trovato? – Da qui il vertice bilaterale con l’interlocutore più ostico, al quale il premier avrebbe garantito un appoggio nel caso in cui (Bersani) fosse riuscito a convincere Alfano e Casini sulla “ristrutturazione” dell’articolo 18. E’ da queste precondizioni che ha preso il via l’incontro serale convocato ieri a Palazzo Giustiniani, nel corso del quale – stando a quanto filtrato – A, B e C avrebbero raggiunto un accordo. L’intesa si sarebbe incardinata su un elementare do ut des: a Bersani sarebbe stato concesso di rimettere la decisione del reintegro o dell’indennizzo per i licenziamenti economici a un giudice (sulla scia del “modello tedesco”), mentre ad Alfano sarebbe stata promessa maggiore flessibilità in entrata.

L’ottimismo del premier – A mettere tutti d’accordo poi, l’intenzione di approvare la riforma, almeno in un ramo del Parlamento, prima delle elezioni amministrative. Tanto quanto basta a tranquillizzare il premier che – intercettato ieri dai cronisti all’uscita del vertice serale – ha commentato: “E’ andata bene, sono stati sciolti tutti nodi. L’iter legislativo sarà efficace e tempestivo”. All’insegna della cautela, la dichiarazione consegnata invece da Bersani: “Abbiamo detto la nostra – si è limitato a dire il democratico – ora il governo deciderà“.

Maria Saporito