Aveva ucciso la moglie del suo amante, condannata all’ergastolo

L’omicidio nel 2010 – I fatti risalgono al 2010, quando Maria Teresa Crivellari, oggi 55enne, decise di togliere dalla circolazione la sua rivale in amore, la moglie del suo amante, la cui presenza le impediva di sposare l’uomo con il quale aveva da anni una relazione clandestina. Giacomo Bellorio, l’aveva illusa di essere l’unica donna della sua vita e che presto sarebbero stati per sempre insieme, perciò la Crivellari, nella sua follia d’amore, aveva pensato che uccidendo la moglie avrebbe affrettato i tempi per il coronamento del suo sogno.

Un sacchetto di plastica in testa – L’avvocato della donna aveva basato la sua linea difensiva sulle dichiarazioni della sua assistita di non aver intenzione di uccidere la rivale, e di averle solo somministrato del sonnifero per poter farle capire, al suo risveglio, che Bellorio amava solo lei. La versione però non coincide con il cadavere dissotterrato dal giardino di casa dell’omicida, in quanto aveva un sacchetto di plastica intorno alla testa.

Sequestro, omicidio e occultamento di cadavere – La 55enne è stata condannata all’ergastolo per sequestro, omicidio e occultamento di cadavere, oltre che per calunnia nei confronti di Bellorio poiché aveva dichiarato di essere stata aiutata proprio da lui a seppellire la vittima, mentre, dalle prove raccolte, l’uomo era totalmente estraneo al delitto. Condannati con le stesse accuse anche il figlio della donna, Alessandro Marella, a 15 anni e 4 mesi, e i due sequestratori assoldati dalla Crivellari, Andrea Chiappetta, condannato a 16 anni, e Calogero Pasqualino, a 15 anni.

Marta Lock