Scandalo Lega sui rimborsi elettorali: Bossi si è dimesso. Scelta irrevocabile

Le dimissioni di Bossi – Il leader della Lega e fondatore del partito, storico alleato di Berlusconi e ora all’opposizione di Monti, travolto dallo scandalo sui rimborsi elettorali, ha rassegnato le sue dimissioni questo pomeriggio.
Lascio per il bene della Lega”, sono le sue ultime parole da leader del partito.
La decisione è stata presa durante il consiglio federale della Lega, che si era riunito per scegliere un nuovo tesoriere per sostituire Belsito indagato per truffa ai danni dello stato e finanziamento illecito ai partiti.
La decisione è stata definita come una “scelta irrevocabile e dovuta”, dopo gli ultimi scandali che hanno coinvolto proprio la famiglia del Senatur.

Le indagini – Dopo che la Procura di Napoli ha scoperto nella cassaforte di Belsito una cartella denominata “The family’, l’attenzione si è rivolta verso la famiglia del leader leghista. 
Secondo i magistrati, infatti, parte dei rimborsi elettorali, venivano dirottati verso le spese della famiglia Bossi.

Le reazioni – Bocche cucite su tutto per il momento. Al congresso federale partecipano tutti i vertici leghisti, da Bossi a Maroni, Calderoli, fino allo stesso Belsito.
La Lega non ha bisogno di rottamazione ma di congressi, il nostro futuro dipende da cosa facciamo, se passa il messaggio che vogliamo cambiare i cittadini ci seguono“, aveva cercato di spiegare Flavio Tosi, uno dei leghisti che si è sempre mostrato più critico nei confronti della dirigenza, arrivando anche allo scontro diretto con Bossi.
Anche se non sarà più segretario, Bossi avrà comunque sempre un ruolo nel partito. Su Belsito che aveva la responsabilità di decidere ha sbagliato evidentemente a non decidere. Questo non perché Belsito sia colpevole, ma perché quando chi ha il ruolo di gestire i soldi riceve accuse di questo genere non può restare al suo posto. Anche il sospetto in queste situazioni basta. Se Belsito uscirà pulito è meglio, se andasse diversamente allora bisogna anche andare a vedere chi lo ha portato nel movimento e chi si è assunto la responsabilità di dargli quel ruolo“.

Matteo Oliviero