Monti a Napoli: Manca subbuglio innovativo. Ripartiamo da Pompei

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:50

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, è arrivato ieri a Napoli per parlare di Sud. Dopo il viaggio in Asia, il Professore ha tentato di gettare un “ponte” verso il Mezzogiorno d’Italia, invitando tutti (dirigenti, amministratori e cittadini) a favorire un cambiamento che possa sollecitare la ricrescita locale e nazionale. “Manca un subbuglio innovativo“, ha scandito il premier, che ha anche dato il “la” al progetto di riqualificazione del sito archeologico di Pompei.

Il Sud che soffre – In visita ieri nel capoluogo campano, il presidente del Consiglio, Mario Monti, non ha fatto mistero dei gravi problemi strutturali del paese che nel Sud assumono contorni ancora più allarmanti. Nel corso della cerimonia organizzata per inaugurare “Grande Progetto Pompei”, il premier è, infatti, partito da una premessa poco confortante: “La situazione economica del Sud – ha detto – è seria, patisce la crisi generale dell’economia e la fase recessiva del nostro paese. E non solo”.

Servizi scadenti – “Il Sud – ha spiegato Monti – soffre strutturalmente di divari gravi nella qualità dei servizi pubblici e collettivi per i cittadini e per le imprese; minore capacità della scuola di compensare l’effetto del divario sociale sulla competenza degli studenti; peggiore qualità della formazione e dei sistemi pubblici per l’impiego; peggiore qualità dei servizi ferroviari; peggiore assistenza agli anziani non autosufficienti e all‘infanzia; peggiori condizioni di contesto per l’avvio e l’espansione delle attività imprenditoriali“.

Necessità di cambiamento – Una lista impietosa, nella quale il Professore ha inserito tutti i punti su cui è necessario intervenire. “Manca la massa critica – ha aggiunto – quel subbuglio innovativo che spinga la gran parte della classe dirigente locale a cambiare e i cittadini a domandare allo Stato non soluzioni privilegiate, ma la soddisfazione di diritti collettivi“. Un cambiamento che Mario Monti auspica di centrare presto, magari attraverso iniziative come quella “battezzata” ieri, volta a riqualificare – con una somma pari a 105 milioni di euro erogata anche dall’Ue – il sito archeologico di Pompei.

Pompei da valorizzare – “Il progetto – ha spiegato il premier – costituisce un prototipo del metodo che questo governo ha scelto di adottare per tutto il Sud. Un metodo che mira ad affrontare le cause e le conseguenze del mancato sviluppo, moltiplicando i casi di buona amministrazione che attraggono investimenti innovatori”. “Pompei, nonostante le sue condizioni e la scarsa qualità dei servizi offerti – ha precisato Monti – attira in media 6 mila visitatori al giorno, con punte di 20 mila in alcuni giorni dell’anno. Potrebbero essere di più. Soprattutto i turisti potrebbero trattenersi sul territorio anziché fuggire – ha spiegato il presidente del Consiglio – potrebbero spendere assai di più per prodotti di qualità, potrebbero innescare processi virtuosi con una gioventù locale che soffre di una gravissima disoccupazione”.

La contestazione – Ma nella sua trasferta a Napoli, il Professore non ha incassato solo consensi. Una delegazione di studenti, lavoratori e disoccupati ha, infatti, contestato duramente il premier e la sua politica di austerità. “Monti vattene, Napoli non è una passerella“, si leggeva su uno dei tanti striscioni inalberati ieri dagli “indignati” partenopei.

Maria Saporito

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!