A Venezia l’arte contemporanea viene esposta in vetrina

Arte in mostra – L’arte contemporanea sceglie spesso spazi originali per presentarsi al grande pubblico. Fino a fine aprile, a Venezia, si terrà una delle mostre più originali: nessun museo o galleria, ma vetrine di negozio a fare da cornice alle opere esposte.

Artisti in vetrina – Alcune zone del centro storico della città lagunare ospiteranno infatti la rassegna artistica. Circa settanta vetrine, situate in diversi spazi della città, ospiteranno quadri di artisti locali ed internazionali posizionati accanto alle merci in vendita nelle varie attività commerciali. L’esposizione Artisti in vetrina 2012 è stata organizzata dall’associazione culturale Italo tedesca Venezia, dal gruppo internazionale di curatori e architetti TheSeven e dalla Confesercenti, e patrocinata dall’Assessorato comunale al Commercio. La presenza delle opere contemporanee offriranno un motivo di interesse culturale e, secondo l’idea dei curatori, sarà inoltre un’occasione per offrire uno sguardo più attento ai prodotti locali. L’arte e il commercio uniscono in questo modo le loro forze per far conoscere una Venezia al di fuori dai percorsi turistici e sostenere le attività locali in un momento di crisi economica che colpisce tutti.

I luoghi – La maggior parte delle opere in vetrine è situata nel sestiere di San Polo, con oltre trenta attività commerciali che hanno aderito con piacere all’iniziativa. Accolta in modo positivo la proposta anche a Santa Croce, Dorsoduro e Castello, in percentuale minore a Cannareggio e San Marco, nonostante la partecipazione anche di alcune gallerie d’arte.
Un segnale, questo, considerato particolarmente positivo dagli organizzatori perché la mostra diffusa non è stata percepita come una ‘concorrente’, ma semmai come un modo di proporre arte in sinergia, tentando di raggiungere un pubblico più ampio possibile. In futuro si spera di poter applicare la formula di Artisti in vetrina anche in terraferma, magari per far riscoprire luohi poco frequentati della città.

Beatrice Pagan