Bonino e Di Pietro contro i finanziamenti pubblici

Gli scandali degli ultimi mesi hanno riportato alla ribalta il tema dei finanziamenti pubblici ai partiti. Un terreno particolarmente scivoloso, su cui le discussioni in Aula rischiano di arenarsi lungamente. Nonostante l’unità ostentata dai politici – che invocano un cambiamento a tutela della trasparenza – le posizioni appaiono, infatti, più che distanti, tra coloro che richiedono un mantenimento dei rimborsi elettorali con regole più stringenti e coloro che, invece, propongono un radicale azzeramento dei finanziamenti. Come Emma Bonino e Antonio Di Pietro.

Bonino: No al decreto – A dividere i partiti che hanno ripreso ad accalorarsi intorno al tema dei finanziamenti pubblici è anche lo strumento da utilizzare. La proposta di ricorrere a un decreto legge teso ad ottimizzare i tempi di attuazione del provvedimento non piace, infatti, a moltissimi. E per i motivi più disparati. Tra gli oppositori più fermi, la storica leader radicale, Emma Bonino: “L’invocazione del decreto – ha spiegato – è l’ennesima prova di inutilità e incapacità dei partiti. Se proprio vogliono procedere alla riforma, la facciano rapidamente in sede legislativa. Come è accaduto, nel giro di una notte, per reintrodurre i rimborsi elettorali e sconfessare il referendum del ’93”.

Azzerare il sistema – Ma per la vicepresidente del Senato il problema è più grave e investe ambiti ben più ampi: “L’intervento – ha notato Bonino – verrà limitato al finanziamento pubblico. E invece dovremmo parlare della presenza dei partiti nelle Asl, delle nomine nelle municipalizzate, degli accordi e delle spartizioni con il mondo degli affari”. Un monito riassumibile in poche parole: “Occorre azzerare il sistema attuale”, ha spiegato la radicale.

Crisi e corruzione – A tratteggiare un quadro desolante è stato anche Antonio Di Pietro: “Quest’anno ci vuole coraggio per augurare buona Pasqua“, ha esordito ieri sul suo blog il leader dell’Idv. “Viviamo il momento più difficile nella storia della Repubblica. La crisi – ha spiegato l’ex togato – ha precipitato nella miseria e nella paura milioni di persone, ha impoverito e declassato tutta la fascia media, ha messo in ginocchio il cuore produttivo del paese”. “La corruzione non è mai stata così diffusa – ha rincarato Di Pietro –  nemmeno ai tempi di tangentopoli. C’è questa classe politica che continua a mettere le mani nella marmellata: mariuoli (come Lusi e i leghisti) che utilizzano i soldi dei cittadini per i loro porci comodi“.

La luce in fondo al tunnel – “La Resurrezione di questo paese – ha ripreso l’ex pm – non è affidata a qualche santo mandato dal paradiso di Bruxelles per salvarci, ma ai suoi cittadini, al suo popolo. Solo adoperando tutti gli strumenti di democrazia che ci sono rimasti, dalle elezioni ai referendum, dalle leggi di iniziativa popolare alle manifestazioni di piazza, potremo trasformare questo vicolo cieco in un tunnel con al fondo una luce“. “Noi dell’Idv – ha precisato Di Pietro – stiamo facendo la nostra parte, presentando la proposta del quesito per un referendum che elimini i rimborsi elettorali e iniziando a raccogliere le firme per una legge che elimini il finanziamento ai partiti”.

Maria Saporito