Bilbao, giovane ucciso ai margini di una partita dell’Athletic Club

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:18

Da un lato, ci sono i successi sportivi, dall’altro la voglia di alcuni di far rivivere il clima di tensione che per anni si è respirato sul territorio. Da un lato, c’è la marcia trionfale dell’Athletic Club di Bilbao in Europa League, la più famosa compagine del Euskal Herria (nome del Paese Basco nella lingua locale), capace di approdare alle semifinali della seconda competizione continentale dopo aver eliminato anche il blasonatissimo Manchester United; dall’altro, c’è un governo centrale che ha cambiato d’orientamento (dall’idolatrato – solo in Italia – socialista Zapatero si è passati al popolare Rajoy) e c’è una delle forze di polizia più brutali di Spagna, l’Ertzaintza, che ultimamente pare abbia ulteriormente rinsaldato la propria tradizione fatta di violenza e repressione.

E così, dopo le critiche ricevute per il comportamento a tratti ‘non esemplare’ (per usare un eufemismo) durante lo sciopero generale dello scorso 29 marzo, anche il gioco del pallone (che da sempre è considerato terreno di pace / pacificazione) diventa per questa forza di polizia un buon pretesto per reprimere, anche se non si sa bene cosa. Reprimere nel sangue, letteralmente: capita così che il ventottenne Iñigo Cabacas Liceranzu, tifoso dell’Athletic impegnato a festeggiare il passaggio del turno della propria squadra grazie al pareggio per 2-2 in casa contro i tedeschi dello Schalke 04, venga colpito in testa da una pallottola di gomma sparata da un ertzaina da una ventina di metri. E muoia.

Un caso che ricorda da vicini quello di Gabriele Sandri, giovane tifoso della Lazio ucciso  l’11 novembre del 2007 da un colpo di pistola sparato dall’agente della Polstrada Spaccarotella: anche in questo caso le dinamiche sono poco chiare e anche in questo caso le forze di polizia sono prontissime a giustificarsi. Sempre alla stessa maniera: “Abbiamo istruzioni chiare di non sparare ad altezza uomo, bensì a terra o sulle pareti di modo che i proiettili di gomma facciano rumore; si tratta di far disperdere la gente, non di uccidere”, ha riferito a ‘El Correo’ (il giornale locale di Bilbao) un ertzaina.

E se anche il ‘Consejero de Interior del Gobierno Vasco’ (una sorta di Ministro degli Interni su base locale) Rodolfo Ares predica calma e attende ulteriori accertamenti per capire le cause di questa morte, gli amici di Iñigo non hanno dubbi: si tratta di una “brutale azione di polizia” e la morte è stata causata da un proiettile di gomma “sparato da meno di 20 metri”. Secondo la loro testimonianza, raccolta dal ‘Correo’, verso le undici e mezza ci sarebbe stata una “rissa tra due persone”, cui il gruppo di amici non avrebbe dato importanza, almeno fino all’arrivo della polizia: allora il gruppetto avrebbe provato a parlargli, dicendo “che non c’era nulla da preoccuparsi”, ma nonostante tutto l’ertzaintza avrebbe “iniziato a sparare i proiettili di gomma”. Uno di essi, quindi, avrebbe colpito in testa Iñigo.

Il condizionale è solo dettato dalla deontologia.

Questa versione è infatti confermata da parecchie altre fonti, tra le quali quella costituita da una coppia di Malaga , cittadina del sud che nulla ha a che vedere con questioni autonomistiche ed affini. I due fidanzati parlano di una situazione di forte panico, causata dall’intervento dell’ertaintza, e descrivono anche il primo soccorso prestato ad Iñigo proprio da loro: “C’è questo ragazzo a terra. ‘Lasciate che lo aiuti’, dico ad alcuni ragazzi con loro. Ho rudimenti di primo soccorso e so che fare. Ha le convulsioni e gli occhi ribaltati. Non risponde a nessuno stimolo. Prendo gli occhiali e mi accorgo che respira (il respiro appanna i vetri). […] Iñigo ha una ferita dietro la testa. E’ grande e sanguina moltissimo. Anche un filo di sangue gli esce dall’orecchio. Inizio a chiederli ‘Come ti chiami?’ ma niente. E così inizio a tamponargli la ferita con una sciarpa dell’Athletic”. Prima dell’intervento di un ertzaina che obbliga la coppia ad abbandonare Iñigo e consente all’ambulanza di intervenire. Quando ormai è troppo tardi. E un altro omicidio senza senso è servito.

R.D.V.

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