Marò, i periti: Armi compatibili coi proiettili

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Marò: armi compatibili. Secondo il rapporto dei periti diffuso in queste ore (ma che sarebbe stato consegnato al magistrato di Kollam già mercoledì scorso, secondo la stampa locale),  due dei sei fucili esaminati sarebbero compatibili con le armi che hanno sparato, uccidendoli, i due pescatori a bordo del St. Antony il 15 febbraio scorso. Ciò non significa che le armi in dotazione a Latorre e Girone siano davvero quelle dalle quali sono partiti i colpi ma, secondo la polizia indiana, sussisterebbero vari riscontri, come ad esempio “la scanalatura dei proiettili”, compatibile con i fucili Beretta ARX-160.

I due Marò sono ancora detenuti nel carcere di Trivandrum e le ultime rivelazioni del Times Of India potrebbero complicare ulteriormente la loro posizione. Gli esperti avrebbero effettuato diverse prove, tra cui i test di tiro e gli esami balistici ed hanno poi scritto tutto nel rapporto consegnato al magistrato. I risultati raggiunti dai periti potrebbero invece “liberare” l’Enrica Lexie dal giogo giudiziario al quale è sottoposta dal 26 marzo scorso. Pochi giorni fa, la Corte del Kerala aveva annullato, ancora una volta, il provvedimento di rilascio della nave, trattenuta nel porto di Kochi a causa delle indagini della polizia indiana.

Attesa la decisione sulla giurisdizione. Se il magistrato di Kollam, città che si trova circa 150 km a Sud di Kochi, dove è ormeggiata la Enrica Lexie, sta esaminando i risultati del rapporto della polizia scientifica (e diffuso dalla stampa), l’Alta Corte del Kerala deve invece ancora esprimersi su quale giurisdizione adottare nella causa intentata contro i due marò. Il processo rimarrebbe in India solamente se fosse adottata quella indiana, posizione questa alla quale il governo del Kerala ha aderito in modo piuttoso esplicito. L’Enrica Lexie però, il 15 febbraio scorso si trovava in acque internazionali e la richiesta del governo italiano di poter processare i militari in patria si basa proprio su questo.  Se la decisione della Corte non dovesse arrivare entro il 13 aprile, quindi al massimo entro tre giorni, Latorre e Girone rischierebbero di rimanere in carcere per un altro mese, in quanto da quella data i tribunali rimarranno chiusi per ferie per trenta giorni.

A.S.

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