Maroni su Bossi: Oggi ha capito che avevo ragione io e torto gli altri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:01

Gli dicevano cose non vere su di meRoberto Maroni racconta in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, che andrà in edicola da mercoledì 11 aprile e che oggi ne ha anticipato qualche battuta, il rapporto travagliato con Umberto Bossi negli ultimi periodi e il cambiamento del leader leghista dopo l’ictus del 2004: Gli dicevano cose non vere su di me, sulla Lega, sui soldi, e lui ci ha creduto in buona fede perché, se ti fidi di qualcuno, gli credi. Negli ultimi mesi il nostro rapporto era teso – sottolinea Maroni – anche perché cercavo di metterlo in guardia, gli dicevo che non era come gliela raccontavano. Ma lui non mi ha dato ascolto, pensava ce l’avessi con loro. Era un gruppo di persone che Umberto aveva intorno, molto vicine, e che a gennaio hanno cercato di farmi fuori. Non ci sono riuscite. Oggi lui ha capito che avevo ragione io e torto gli altri.

Maroni su Renzo Bossi – Maroni approfondisce poi alcuni argomenti, in primis accusa quel “Cerchio magico” che ha fatto in modo di suscitare dissapori nell’amicizia con Bossi, che definisce “più che amico, un fratello maggiore”, poi torna a parlare dello scandalo familiare che ha coinvolto il leader leghista e su il Trota dice: “C’erano già stati episodi che dovevano metterlo in allarme. Non gravi come quello che sta venendo fuori, ma i segnali c’erano”. E ancora: “Aveva sempre tenuto separato il partito da parenti e amici. E se ora dice: Ai ragazzi dovevo preferire la Lega, vuol dire che si è reso conto dell’errore”.

Irene Fini