Bossi e il simbolo venduto al Cavaliere: la smentita di Ghedini

La notizia circola da tempo e suscita da sempre reazioni contrastanti. Tra chi è solito derubricarla a “leggenda metropolitana” e chi, invece, le riconosce una certa fondatezza, la confusione regna sovrana. Secondo l’indiscrezione riferita dalla ex militante della Lega, Rosanna SaporiUmberto Bossi nel 2000– stretto dai debiti che stavano mandando a gambe all’aria il partito – avrebbe ceduto il simbolo della Lega a Silvio Berlusconi. Ma a negare ogni cosa è stato ieri l’avvocato del Cavaliere, Niccolò Ghedini.

Simbolo in vendita? – “Nel 2000 è la bancarotta, la sede di via Bellerio viene pignorata”. L’ex consigliere della Lega, Rosanna Sapori, è partita da questo ricordo per ribadire ieri al Corriere della Sera il racconto che le è costato l’allontanamento dal partito. Nella ricostruzione dell’ex militante padana, alla base dell’alleanza tra Bossi e Berlusconi ci sarebbe stato un “ricatto” al quale il Senatur avrebbe alla fine ceduto. “Berlusconi dice: ok, gli do i soldi, ritiro le querele, le congelo – ha raccontato la Sapori – però tu (Bossi, ndr) mi cedi il simbolo, cioè tu non ti puoi più presentare, se non sono io a dirti di sì, con questo simbolo”.

La smentita di Ghedini – “La cessione è stata fatta da un notaio – ha aggiunto Rosanna Sapori – me ne parlò anche l’amico Daniele Vimercati (biografo ufficiale di Umberto Bossi, ndr). Mi disse: Rosanna, si sono venduti“. Una versione destinata a incrementare lo scompiglio nella base leghista, già provata dagli scandali degli ultimi giorni. Ma a contrapporre una ferma smentita è stato Niccolò Ghedini, avvocato difensore di Silvio Berlusconi. “Non solo l’ipotesi è priva di qualsiasi logica e di collegamento con la realtà – ha scritto Ghedini in una nota – ma è altresì diffamatoria e completamente avulsa dalla stessa storia di questi anni”.

Solo diffamazioni – “Mai vi è stata alcuna compravendita del simbolo della Lega – ha assicurato l’avvocato – né mai vi è stato alcun condizionamento collegato a ragioni economiche. La continua dialettica nell’ambito della coalizione lo sta ampiamente a dimostrare così come le recenti scelte sia per quanto concerne l’appoggio all’attuale governo sia per ciò che attiene le prossime elezioni amministrative. Ci si rivolgerà alle autorità competenti in ogni sede – ha contrattaccato il difensore di Berlusconi – per ribadire la evidente e conclamata non veridicità delle diffamatorie dichiarazioni”.

Maria Saporito