L’autodifesa di Vendola: Sono un boccone da divorare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:53

L’ultima disavventura giudiziaria ha messo di cattivo umore Nichi Vendola. Il governatore della Puglia ha oggi incontrato i giornalisti per commentare il secondo avviso di garanzia recapitatogli dalla Procura di Bari in sole 48 ore, tradendo una certa preoccupazione per il presunto accanimento nei suoi confronti. “Sono un buon boccone da divorare”, ha osservato amaramente il leader di Sel.

La doppia reazione di Vendola – “Ieri mi è arrivata una carta in cui ci sono dei numeri del Codice penale, in cui si parla di peculato, di falso e non si spiega nulla”. A dichiararlo alla folta schiera di giornalisti accorsi per raccogliere le sue considerazioni sulla nuova “tegola” precipitatagli addosso è stato il presidente della Puglia, Nichi Vendola. “Io come cittadino – ha spiegato il governatore – sono tranquillo perché, non avendo mai fatto niente di male in vita mia, andrò felice in tribunale a smontare qualunque stupidaggine. Come pubblico funzionario – ha proseguito – sono invece un po’ stupito da questa modalità di scrivere reati infamanti senza mettere negli atti d’indagine nulla”.

Un boccone da divorare – “Sono molto inquietato – ha aggiunto il numero uno di Sel – per aver letto nei giornali di oggi cento versioni diverse su quali sono gli atti di accusa proprio per dire qual è il polverone che si è voluto sollevare. E sono ancora più inquietato – ha rincarato Vendola – perché leggo sui giornali resoconti stenografici di liti di magistrati nel 2010 relative alla possibilità di aprire un‘indagine su di me. Diciamo che sono un buon boccone da divorare“. “Sono inquietato – ha concluso il governatore pugliese – per non essere nella condizione di potermi difendere su quest’ultimo schizzo di fango“.

Maria Saporito

 

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