Rimborsi elettorali: Lega e Idv rinunciano, il Pd non può

Rimborsi elettorali: rinunciano Lega e Idv. Se il presidente dei deputati della Lega Nord ha annunciato ieri sera che il Carroccio non usufruirà dell’ultima tranche di rimborsi elettorali e, chiedendo agli altri partiti di fare lo stesso, ha proposto di devolvere il denaro in questione in beneficenza Antonio Di Pietro, il vulcanico leader dell‘Italia dei Valori, quei “100 milioni recuperati” (dovessero rinunciare tutti), vorrebbe darli al ministro Fornero, impegnato in questi giorni nell’estenuante ricerca degli esodati, “perchè ne faccia buon uso”.

Noi i nostri glieli diamo. In sintesi il pensiero dell’ex magistrato è questo. Se anche gli altri non rinunceranno, noi la nostra parte, circa 4 milioni di euro,  siamo pronti a darla, attraverso un assegno circolare. Le dichiarazioni arrivano a margine dell’inizio dell’iter del disegno di legge sulla trasparenza dei partiti (depositato ieri), su cui Di Pietro pare avere molte perplessità: “Quello depositato questa mattina è un accordicchio, un disegno di legge dove non è prevista la revoca della quarta rata”.

Per il Pd è impossibile rinunciare.  A dirlo è stato direttamente il tesoriere del Partito Democratico, Antonio Misiani, intervistato dal Fatto Quotidiano. Secondo Misiani il Pd ha un “disavanzo di 43 milioni di euro”, perchè i soldi, spiega, “arrivano rateizzati”. Inoltre aggiunge il tesoriere,  “l’80-90 per cento dei nostri introiti sono i soldi pubblici” e poi  “i cittadini hanno molta poca propensione a donare ai partiti, anche per effetto del logoramento del rapporto con la politica”.  A rinunciare alla quarta tranche (che, precisa Misiani è di 180 milioni di euro a causa dell’effetto cumulativo)  sono quindi per ora, Lega e Idv. “Noi non possiamo” ha spiegato ancora il tesoriere, “ogni partito ha bisogno di quei soldi per sopravvivere” anche perchè, ha aggiunto “i partiti non vivono solo in campagna elettorale” e quesi soldi servono per finanziare l’attività politica e pagare il personale. Sarà una verità impopolare, ma qualcuno deve dirla”.

A.S.