Evento: Martin Scorsese rende omaggio a George Harrison

 

 

Evento–  Omaggio a George Harrison, il più discreto dei Beatles,  a cinquant’anni dal  primo successo del complesso di Liverpool. Una storia ancora tutta da raccontare la sua e a farlo è il regista premio Oscar Martin Scorsese.

19 aprile- Un solo giorno, il 19 aprile,  in 100 sale del circuito Nexo Digital verrà programmato il film tributoGeorge Harrison: Living In The Material World’, dal titolo di un suo album da solista, due anni dopo lo scioglimento dei Beatles e prodotto dalla vedova Olivia Harrison, amministratrice della fondazione Material World Charitable e della fondazione George Harrison for UNICEF. Nei tanti filmati d’archivio anche inediti, si alternano nuove interviste. E’ stata la stessa seconda moglie dell’ex Beatle a fornire al regista i materiali, oltre 600 ore di video privati, nastri di varie epoche. “Non volevo che questo materiale così intimo e prezioso girasse senza controllo per il mondo”, ha detto Olivia Harrison, ospite, sabato scorso di ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio.

L’introverso George- Ma l’introverso George aveva altro in mente!  Come quando si è ipotecato persino la casa per finanziare il film-concerto con Ravi Shankar, seguito del primo live aid della storia, il celebre Concerto per il Bangladesh, iniziativa benefica a favore delle popolazioni di profughi dalla guerra civile tra India e Pakistan, al Madison Square Garden di New York, sold out il 1 agosto ’71 per 40 mila persone e le canzoni di Bob Dylan, Eric Clapton e Ringo Starr. Mal sopportava, Harrison, che lo trattassero come fosse stato un Messia ed è sempre stato lui a firmare i documenti che nel gennaio 1970 hanno posto fine alla storia dei Beatles. Aveva appena 27 anni e un successo sconvolgente difficile da dimenticare, tutta la vita davanti, decine di dischi da solista, l’India, le droghe, la produzione musicale e persino cinematografica, finanziando anche i Monty Python a partire da Life of Brian e gli tutti gli incontri importanti della sua vita.   La moglie ha concluso: “Voleva fare tutto il possibile di quello che la vita gli proponeva e credo ci sia riuscito” e infine ha optato per la quiete assoluta del lussureggiante giardino botanico di Friar Park,  tenuta inglese acquistata nel 1970 per sottrarla al degrado. Il figlioletto  che ha visto il padre trascorrere più 10 ore al giorno nel suo giardino credeva  fosse giardiniere  e poi, da grande, ha saputo la verità!

Maria Luisa L. Fortuna