Jovanotti e Fiorello dicono no al Professor Monti

La “luna di miele” tra i tecnici e gli italiani (ammesso che sia mai iniziata) è già finita. Ad averne sentore sono ormai tutti: dai sostenitori più entusiasti del governo dei Professori agli osservatori più disincantati. E certo la faccenda non deve essere sfuggita ai governanti stessi che – stretti tra riforme difficili da attuare e cali vertiginosi dei consensi – annaspano alla ricerca di una soluzione innovativa. Un’idea che possa dare nuovo smalto all’esecutivo, magari grazie all’aiuto di testimonial d’eccezione. Che però, stando alla cronaca degli ultimi giorni, non sembrano disposti a sponsorizzare l’attività del governo Monti.

Al via l’agenda digitale – In tempi difficili come questi, segnati da nuovi tracolli finanziari e da tassi di crescita sintonizzati sullo zero, ai Professori non resta che tentare il tutto per tutto, inoltrandosi in terreni poco frequentati. E’ questa l’idea che sta alla base della grande operazione mediatica ipotizzata intorno all’avvio dell’agenda digitale. In pratica uno strumento teso a favorire la “digitalizzazione” della pubblica amministrazione per garantire maggiore trasparenza e incentivare il rapporto diretto col cittadino.

Il rifiuto di Jovanotti – Un’iniziativa meritoria, intorno alla quale è stata valutata l’opportunità di costruire una campagna promozionale efficace ed attraente. Da non affidare ai tecnici. Come fare? Gli esperti non hanno faticato a trovare la soluzione, proponendo il coinvolgimento di personaggi pubblici famosi, capaci di attrarre e orientare le masse. La scelta è caduta sul rapper Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, al quale – stando alle indiscrezioni trapelate – il governo avrebbe fatto l’impegnativa proposta. “Non posso, mi dispiace, ho preso già impegni all’estero“, sarebbe stata la frettolosa risposta del cantante, che avrebbe di fatto rifiutato di “mettere la propria faccia” al servizio del governo Monti.

Sfuma anche Fiorello – Un rifiuto pesante, a cui avrebbe fatto seguito anche quello scandito da Fiorello. I rumors sul potenziale ingaggio del siciliano sono in realtà contraddittori: a coloro che affermano che sia stato il conduttore a rifiutare l’offerta controbattono, infatti, coloro che sostengono che lo show man sia stato scartato sin dall’inizio, essendo il testimonial del colosso delle telecomunicazioni Infostrada. Un piccolo giallo destinato a rendere ancora più “gustosi” i pettegolezzi sull’inedita vicenda governativa.

La scelta più coerente – Sia come sia, stando ai soliti beninformati, alla squadra guidata da Mario Monti non sarebbe rimasto altro che affidare la campagna promozionale dell’agenda digitale a un volto noto del piccolo schermo, più in linea con il profilo “professorale” dell’esecutivo: il divulgatore scientifico, Alberto Angela. Ogni governo, in fondo, ha il testimonial che si merita.

Maria Saporito