Sanità lombarda nell’occhio del ciclone, i viaggi regalo di Daccò

Il fiduciario svizzero di DaccòGiancarlo Grenci, indagato per associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta Maugeri, ha consegnato ai magistrati alcune contabili che attesterebbero il pagamento di viaggi da parte di Daccò in favore di Formigoni e di alcuni suoi familiari. Grenci ha inoltre dichiarato che tra Daccò, in carcere dal 15 novembre per i 7 milioni di fondi neri del San Raffaele e condannato venerdì scorso per altri 56 milioni della fondazione Maugeri, e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, c’era un rapporto di amicizia.

Dichiarazioni imbarazzanti – Anche se i viaggi regalo, certificati anche dai resoconti delle carte di credito di Daccò, non sono penalmente rilevanti, creano senza dubbio imbarazzo politico in Formigoni che al momento non ha fatto pervenire alcuna risposta riguardo alle dichiarazioni di Grenci. La difesa del governatore della Lombardia nei giorni precedenti verteva sul fatto che, conoscendo Daccò da più di 30 anni, gli era capitato di fare con lui delle vacanze di gruppo ma che quel fatto non avrebbe dovuto né potuto essere strumentalizzato come attacco mediatico alla sua amministrazione.

Il faccendiere della sanità – La definizione che hanno dato gli stessi magistrati sul ruolo di Daccò all’interno delle strutture sanitarie viene confermata anche dalle dichiarazioni del suo fiduciario, il quale ha specificato che svolgeva un’attività di consulenza, cioè risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti che gli enti non riuscivano a ottenere dalla Regione, sfruttando le relazioni personali e professionali che Daccò stesso aveva con personaggi di rilievo all’interno del Pirellone.

Marta Lock