Lega, si dimette la “madrina” del Trota

La notizia circolava da giorni nei corridoi del Pirellone e ieri ha trovato riscontro nella realtà. La “bossiana” di ferro, Monica Rizzi, assessore allo Sport della Regione Lombardia, ha rassegnato le dimissioni. Al suo posto, il capogruppo della Lega, Stefano Galli, ha già annunciato l’arrivo di Luciana Ruffinelli. “Alla richiesta del mio partito di fare un passo indietro rispondo, obbedisco“: ha scritto ieri la Rizzi nella nota in cui ha ufficializzato la sua decisione. Una mossa che, con ogni probabilità, le eviterà l’espulsione dal partito.

L’obbedienza della Rizzi – Anche la “madrina” del Trota, accusata di aver dato il via ad attività di dossieraggio per screditare i competitor elettorali di Renzo Bossi, ha alla fine gettato la spugna. Monica Rizzi non è più assessore regionale allo Sport, ma da ieri una semplice e obbediente leghista, che – a differenza dell’irrequieta Rosy Mauro – ha scelto di allinearsi agli ordini impartiti dall’alto. “Nonostante siano chiuse le inchieste che mi vedevano coinvolta e addirittura vi è stata la remissione della denuncia per dossieraggio nei miei confronti – ha spiegato in una nota diffusa ieri – alla richiesta del mio partito di fare un passo indietro rispondo, obbedisco, come ho fatto nel 2010 per candidare Renzo Bossi e in tutti questi 24 anni di Lega Nord“.

Nuova vittoria per Maroni – “Per questo – ha continuato Monica Rizzi – ho firmato le mie dimissioni rimettendo le mie deleghe nelle mani di Roberto Maroni e Roberto Calderoli, membri del triumvirato della Lega Nord. Ringrazio infinitamente Umberto Bossi – ha concluso l’ex assessore – per la splendida esperienza che mi ha permesso di fare in questi due ultimi anni“. Nei giorni scorsi l’ex ministro, Roberto Maroni, si era recato nella sede della Regione Lombardia per incontrare il governatore Roberto Formigoni. Un faccia a faccia relativamente breve, nel corso del quale i due hanno verosimilmente “contrattato” le modalità di allontanamento della Rizzi. Che ieri, senza strepiti o proteste, ha deciso di obbedire, concedendo (di fatto) un’altra vittoria al triumviro in ascesa, impegnato nelle operazioni di “pulizia” interna.

Maria Saporito