Stop al beauty contest: l’ira del Pdl e i dubbi di Di Pietro

Lo stop imposto al cosiddetto “beauty contest” – il “concorso di bellezza” indetto per regalare frequenze tv alle “reginette” dell’audience – non poteva non provocare tensioni tra i partiti. L’emendamento al decreto fiscale è stato approvato ieri dalla commissione Finanze della Camera, con grande delusione del Pdl che ha da subito manifestato la propria contrarietà. A farsene portavoce è stato l’ex ministro Paolo Romani:Con quest’emendamento – ha detto – Rai e Mediaset non potranno partecipare alla gara“. Di tutt’altro avviso Antonio Di Pietro: “Rai e Mediaset – ha denunciato – otterranno per altra via le frequenze gratis”. 

Pdl contro – La commissione Finanze della Camera ha dato ieri il via libera all’emendamento al dl fiscale che sancisce l’annullamento del “beauty contest” e apre all’asta pubblica delle frequenze tv. Il testo, sponsorizzato dal ministro Passera, ha suscitato la reazione stizzita del Pdl: “Francamente – ha commentato l’ex ministro Paolo Romani – è un fatto molto grave che il ministro Passera, con una successiva trattativa con un partito della maggioranza (il Pd, ndr), abbia modificato il testo sul beauty contest, senza farci conoscere le modifiche”.  

Rai e Mediaset penalizzate – “Abbiamo avuto una lunga discussione con Passera – ha riferito Romani – a lui abbiamo espresso netta contrarietà, abbiamo cercato di ragionare con vari esponenti del governo per evitare una divisione in questa maggioranza, ma il governo non ha saputo o voluto agire tempestivamente. Prendiamo atto della indisponibilità del governo a fare le modifiche richieste dal Pdl”. “L’emendamento così com’è congegnato – ha sottolineato il pidiellino – non consentirà a Rai e Mediaset di partecipare alla gara”. 

Bersani: Governo vada avanti – Interpellato sull’argomento, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha invece smentito categoricamente la notizia relativa a una presunta trattativa segreta col ministro Passera sul tema delle frequenze tv: “Non ho capito per quale motivo ci sia stato un ripensamento da parte del Pdl – ha detto il democratico – Non abbiamo visto emendamenti o altro. È evidente che dovevano esserci ragioni non solo ‘estetiche’. Il governo ha fatto bene, ha votato e ora vada avanti“.

Di Pietro: Manca chiarezza – A non promuovere a pieni voti l’emendamento approvato ieri, per motivi diametralmente opposti a quelli addotti da Paolo Romani, è stato anche Antonio Di Pietro. “Sulle frequenze tv – ha esordito il leader dell’Idv – il governo fa il gioco delle tre carte. Da una parte ha presentato e fatto approvare un emendamento che stabilisce il superamento del beauty contest, dall’altra sembra aver già pronto un decreto legislativo che va in tutt’altra direzione. L’esecutivo non può più giocare a nascondino – ha rincarato l’ex togato – faccia chiarezza e spieghi come stanno realmente le cose”.

Nuovi regali a Raiset? – “Il governo, contraddicendo se stesso e la sua proclamata volontà di mettere a gara le frequenze – ha continuato Di Pietro – con questo decreto regalerebbe a Rai e Mediaset un altro pacchetto. Il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea n.140/2009, discusso il 6 aprile scorso dal Consiglio dei ministri, consentirebbe, secondo anticipazioni del testo, a Rai e Mediaset di ottenere la trasformazione delle frequenze loro assegnate per i videofonini, in frequenze utilizzabili per la televisione digitale terrestre. Se ciò fosse vero – ha concluso il numero uno dell’Idv – Rai e Mediaset otterrebbero per altra via le frequenze che avevano cercato di avere gratis con il beauty contest. Per ottenere risposte certe e chiare abbiamo depositato oggi un’interrogazione urgente”.

Maria Saporito