Lavitola: I soldi chiesti a Berlusconi? Solo un prestito

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:17

Nel lungo interrogatorio, durato circa 7 ore, nel carcere di Poggioreale, Valter Lavitola ha dovuto rispondere a una sequela incalzante di domande. A partire da quella relativa all’indiscrezione fornita dalla sorella Maria ai pm lo scorso mese di febbraio, quando raccontò di una richiesta di 5 milioni di euro da consegnare all’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. “Solo un prestito”, avrebbe spiegato l’ex direttore dell’Avanti! agli inquirenti. E poi i chiarimenti su una partita sospetta di diamanti e quelli promessi sull’affaire Finmeccanica, con l’attenzione dei media perennemente destinata alle “uscite” del vulcanico imprenditore ittico.

L’S.O.S lanciato al Cavaliere –  Nessun ricatto, ma solo la richiesta di un prestito inoltrata da un amico in difficoltà. E’ questa la versione fornita da Valter Lavitola al gip Dario Gallo in riferimento ai 5 milioni di euro che lo stesso ex giornalista avrebbe chiesto al facoltoso Cavaliere. Una semplice richiesta di aiuto, lontana anni luce da qualsiasi intento ricattatorio, formulata in assoluta buona fede per rilanciare gli affari nel Sud del continente americano. Un S.O.S presumibilmente non raccolto dall’ex premier, che avrebbe spinto Lavitola (o almeno contribuito a farlo) a ritornare in Italia.

Diamanti sospetti – Non solo: nel corso del lungo interrogatorio, l’ex direttore dell’Avanti! avrebbe anche fornito chiarimenti su una partita di diamanti (del valore di 600 mila euro) ceduta a una società dello  Zambia. Per gli inquirenti si tratterebbe della copertura di una porzione dei fondi neri accumulati grazie alla sovvenzione per l’editoria, ma Lavitola ha rigettato ogni accusa, precisando di aver effettuato normali e documentabili operazioni di compravendita.

L’affaire Finmeccanica – Senza tralasciare il capitolo forse più esplosivo: quello relativo al presunto coinvolgimento di Finmeccanica in attività corruttive. Lavitola – che ha collaborato come consulente nella holding statale – ha annunciato di voler vuotare il sacco, inoltrando messaggi poco distensivi ai dirigenti e ai manager che hanno già rimandato al mittente ogni addebito di responsabilità.

Maria Saporito

 

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