Lega: Calderoli affitto pagato con soldi pubblici. Bossi: Soldi nostri, il reato dov’è?

Bossi: Soldi nostri, il reato dov’è? –  La pace in Lega appare molto lontana. Dopo le dichiarazioni dell’ex tesoriere Belsito in merito al presunto dossier confezionato all’interno della Lega contro l’ex ministro dell’Interno Maroni, secondo il quale lo stesso Bossi sarebbe stato a conoscenza del dosieraggio, il Senatur è intervenuto dicendosi estraneo e inconsapevole di tale vicenda. In risposta alla domanda sull’eventualità di scoprire nuovi episodi simili Bossi ha dichiarato: “Non penso, spero di no, spero che il cinematografo finisca presto, è solo un film”. Bossi torna anche a parlare delle inchieste che hanno travolto il partito: “Non c’era un reato. Un partito può benissimo buttare i soldi dalla finestra, non è comunque un reato. Si fa fatica a configurare un reato in tutte le cose dette”. Poi ha aggiunto: “I soldi non sono quelli dello Stato, ma sono quelli delle tessere dei militanti e dei soldi della Lega, la Lega può fare quello che vuole. Quello che vogliono è annichilirci, spaventarci, ma le cose difficili creano la forza degli uomini”.

L’affitto pagato a Calderoli – Secondo gli atti sequestrati dai carabinieri l’uso dei soldi pubblici in Lega riguarderebbe anche il pagamento dell’affitto all’ex ministro Calderoli: 2.200 euro mensili per un appartamento in via Ugo Bassi al Gianicolo. Calderoli si difende: “Mi si infanga per aver avuto in dotazione da parte del movimento una casa-ufficio dal costo di 2200 euro al mese, quando io ne verso mensilmente 3000 di euro alla Lega Nord. Ho fatto il mio dovere, lavorando e tanto. E tutto questo senza aver mai preso un euro di stipendio, per aver lavorato sette giorni su sette, tutte le settimane dell’anno. La triumvira del carroccio Manuela Dal Lago interviene su Calderoli: “Adesso basta, è ora di finirla con questo assurdo sputare fango addosso alla Lega Nord e ai suoi esponenti. Questa vicenda rasenta letteralmente il ridicolo. Siamo arrivati al punto che un movimento quale la Lega Nord non è nemmeno più padrona di decidere come utilizzare le proprie risorse? È possibile che si metta alla berlina la scelta del movimento di dotare il proprio Coordinatore di un appartamento a Roma per consentirgli di svolgere al meglio la sua enorme mole di lavoro?”.

Irene Fini