Inamovibile Formigoni: Non mi dimetto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:13

Neanche la notizia dei suoi viaggi “a cinque stelle” a spese dell’amico lobbysta Piero Daccò sembra far vacillare il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Il pidiellino non indietreggia di un passo e – dopo gli scandali che hanno travolto l’ufficio di presidenza della Regione e le indagini che hanno coinvolto suoi ex assessori – continua a proclamarsi innocente ed estraneo a qualsiasi reato finora contestato.

Saldo al suo posto – Niente e nessuno sembra poter scalfire la granitica convinzione di Roberto Formigoni, che – stretto da un numero incalcolabile di casi giudiziari compromettenti riguardanti persone a lui sempre più vicine – continua a rimanere saldo al suo posto, alla guida della Regione Lombardia.

Il ciellino attratto dal lusso – L’ultimo caso, quello relativo alle vacanze extra lusso pagate dal lobbysta della sanità, Piero Daccò (finito in carcere), avrebbe anzi insolentito al tal punto il ciellino da spingerlo a passare al contrattacco. A indispettirlo sarebbero state soprattutto le interviste rilasciate da Carla Vites, moglie dell’ex assessore Simone (anche lui arrestato), nelle quali la donna ha fornito un ritratto poco “celeste” del governatore, descrivendolo come un uomo irrimediabilmente attratto dal potere e dal denaro.

L’autodifesa di Tempi – Tanto quanto basta a spingere Formigoni a prendere carta e penna per scrivere un’autodifesa sulla rivista Tempi (vicina a Comunione e liberazione): “Tutto è migliorabile, errori sono stati fatti – ha ammesso il presidente della Lombardia – ma l’amicizia non è un reato. Non ho niente da rimproverare ai magistrati, ma chiedo che facciano bene e presto il loro mestiere”.

Non mi dimetto – “C’eri anche tu in quelle vacanze al mare, in quelle cene – ha proseguito rivolgendosi direttamente alla Vites – nessun festino, nessuna occasione per tramare ai danni di chicchessia, nessuna riunione di affari. Se ci sono biglietti aerei e una settimana di vacanze alle Antille con cifre importanti – ha continuato nella sua autodifesa Formigoni – scusate tanto, non sono Brad Pitt ma me le posso pagare, me le sono pagate col mio stipendio e non è un reato”. Non mi dimetterò – ha concluso categorico il governatore – non mi piegherò a calunniatori e lobby”.

Maria Saporito

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