“Anche Woody Allen ci ha lasciati”: il popolo della Rete stronca “To Rome with love”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:08

Critiche a Woody Allen“To Rome with love” esce nelle sale e fa incetta di incassi: quasi 3 milioni di euro in un solo week-end di programmazione, una media di quasi 5mila euro per ognuna delle 600 copie che hanno inondato le nostre sale. Eppure, soldi a parte, per la pellicola italiana di Woody Allen sono tutt’altro che rose e fiori. Le stroncature più o meno pesanti da parte della critica (anche da parte nostra) sono fioccate, eppure in questi primi giorni il pubblico ha concesso fiducia ad Allen (come dimostrano gli incassi gioiosamente vantati da Medusa, casa produttrice e distributrice del film). Peccato che dopo il trionfale week-end, l’hashtag “Woody Allen” apparsa oggi su Twitter abbia dimostrato che ogni tanto pubblico e critica possano essere concordi. Specialmente quando si tratta di bocciare.

 

Le stroncature del pubblico – Il noto dj Claudio Coccoluto, in veste di spettatore, commenta la sua delusione nei confronti del regista newyorchese: “Vi giuro, mai avrei pensato di pensare le cose brutte che sto pensando di Woody Allen”. Più laconico il regista Piersandro Buzzanca: “Anche Woody Allen ci ha lasciati”. Altri – per la serie, non ci risparmiamo nulla – non si lasciano sfuggire qualche frecciata polemica sul cast italiano del film: “Woody Allen parla di Scamarcio: ‘Quando l’ho scelto non sapevo che fosse un divo’. Tranquillo tanto lui non sapeva di essere un attore”. E qualcuno non si fa scappare anche un parallelo con le vanziniane saghe natalizie: “Sono più fastidiosi gli stereotipi/macchietta di Woody Allen a quelli insulsi e volgari dei cinepanettoni. Meditate gente”. Altri, invece, suggeriscono sadiche torture: “Se c’è qualcuno che odiate, consigliategli di andare al cinema a vedere ‘To Rome With Love’”. La cosa davvero strana è che è al limite dell’impossibile trovare qualcuno che non stronchi il film, nemmeno tra il pubblico. Si trova giusto qualche salvataggio a metà, come quello di Riccardo Iannaccone, redattore di Superga Cinema: “Troppo film-cartolina, troppi attori italiani, troppa carne al fuoco. Eppure qualcosa (vedi Woody Allen stesso) funziona”. Perché in questo film, dopo 6 anni, riappare anche Allen in veste di attore, e un maestro, dopotutto, resta sempre un maestro. Anche se le sue opere, a volte, sembrano dimenticarsene.

Roberto Del Bove

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