Barcellona: San Giorgio, il drago e la festa del libro


Festa del libro e ricorrenza di Sant Jordi.
 Grande giornata, quella di oggi, per residenti e turisti che si trovano a Barcellona. Come ogni 23 aprile, ricorre la celebrazione della festività di Sant Jordi, patrono dell’intera Catalogna. Antichissime leggende narrano in varie versioni la storia del coraggioso Jordi, cavaliere catalano che uccise un pericoloso dragone, che terrorizzava da tempo la popolazione dei dintorni. Frutto dell’intraprendenza del temerario cavaliere, una rosa che nacque dal sangue del drago sconfitto. Per tradizione secolare, oggi si usa regalare alle donne una rosa, in commemorazione di questo puro atto di forza ma anche di protezione. E diciamocelo: chi se non il popolo della Spagna, poteva elaborare in una cultura sedimentata da secoli qualcosa che racchiudesse un patrimonio simbolico di tale portata esprimendolo in un gesto così spontaneo ed immediato?

La leggenda di San Giorgio. Tornando al nostro misterioso Sant Jordi, la sua storia leggendaria fu narrata da Jacopo da Varazze nel suo “Leggenda Aurea”, del XIII secolo. Qui scopriamo che San Giorgio, come è definito da noi, non compì peraltro le sue mitologiche gesta sul territorio spagnolo, dove ha trovato terreno tanto fertile da radicarsi per sempre nell’immaginario e nei sentimenti della popolazione. Per rintracciare il luogo ove un tempo risiedeva il terribile drago, infatti, dobbiamo spostarci con il pensiero in Libia, come giuravano gli autori dei testi reperiti e trascritti da Jacopo da Varazze. Qui, lungo le rive di un imprecisato lago, i cittadini dei villaggi circostanti venivano ricattati dalla mostruosa creatura, ed ogni giorno erano “tassati” di due agnelli, offerta che garantiva loro momentaneo riparo dalla temuta strage. Ma i tempi non erano floridi, il bestiame già scarseggiava, e ben presto gli sventurati abitanti dei dintorni si trovarono costretti a portare ogni giorno una persona umana in pasto al rognoso drago (il che, sia detto per inciso, oggi ci porta facilmente ad associazioni di idee involontarie su più attuali tributi). Diligentemente, i popolani ad ogni levar del sole sceglievano la vittima del giorno tra loro tutti, con regolare estrazione a sorte. Quando la mano del destino cadde sulla figlia del re, San Giorgio finalmente arrivò a sconfiggere per sempre il crudele mostro, salvandola.

Il giorno del libro. In Spagna la festa di San Jordi è vissuta dai più giovani un po’ come quella di San Valentino. Ma forse con una marcia in più, dato che dagli anni Venti del 1900 la Catalogna si riempie non solo di rose, ma anche di libri. Agli uomini si usa regalare qualcosa di interessante da leggere. Si è infatti pensato di far coincidere con questa festa anche il ricordo di Cervantes, morto proprio in un 23 di aprile, e per non far torto ad un gran maestro d’oltre confine, si onora Shakespeare insieme a lui, dato che morì anche lui nella stessa data. Da qui la tradizione di regalare alle persone care libri dei due grandi letterati, ma anche volumi e letture di qualsiasi tipo.

Nel resto del mondo. La festività di oggi riguarda da vicino anche noialtri, dato che l’Unesco dal 1995 ha dichiarato il 23 aprile Giorno Internazionale del Libro, in coincidenza con la commemorazione di Cervantes e Shakespeare. Peraltro, Sant Jordi, conosciuto altrove come San Giorgio, e con tutte le altre varianti linguistiche del nome, è patrono anche dell’Aragona e perfino di intere nazioni: Georgia, Grecia, Inghilterra, Lituania, Polonia, Portogallo, Russia Serbia.
Anche la nostrana Ferrara è protetta dallo stesso patrono, ed i festeggiamenti annunciati non saranno interrotti per ben tre giorni, fino al 25 aprile.

S. K.