Monti: Nessuna scorciatoia per superare la crisi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:31

Nel primo 25 Aprile in veste di presidente del Consiglio, Mario Monti ha visitato oggi il Museo storico della Liberazione di Roma. L’occasione ideale per volgere lo sguardo indietro e celebrare il sacrificio delle tante donne e dei tanti uomini che hanno contribuito a rendere più libera la nostra Nazione.  E per tracciare un filo diretto con i sacrifici che gli italiani sono oggi chiamati ad affrontare per superare la crisi.

Non ci sono scorciatoie – “Non esistono facili vie d’uscita, né scorciatoie per superare questa dura fase di crisi, frutto amaro del fatto che per un lungo periodo il sistema politico ha alimentato in noi italiani l’illusione di poter vivere al di sopra dei nostri mezzi”. A spiegarlo, nel giorno dedicato alla celebrazione della Festa della Liberazione, è stato il premier Mario Monti.

I sacrifici degli italiani – “Il rigore che oggi la situazione ci impone – ha continuato il Professore – porterà gradualmente a una crescita sostenibile e al lavoro, indispensabile per dare speranza ai giovani”. “Viviamo una fase certamente difficile – ha rimarcato il premier – da cui non siamo ancora usciti. Gli italiani lo sanno e stanno facendo grandi sacrifici, e qui vorrei ringraziarli per il loro sforzo e il loro impegno per il risanamento del paese”.

Una nuova Liberazione – “Uno sforzo che, mi auguro – ha aggiunto Monti – sia anche compreso e condiviso dalle forze politiche, economiche e sociali”. Non solo: il presidente del Consiglio ha tracciato una linea di connessione tra gli anni del dopo guerra e quelli attuali: “Se allora il paese chiedeva pace e democrazia – ha spiegato – ora tutti, ad ogni livello, dobbiamo imparare a mettere in atto i principi del rigore, della crescita e dell’equità“. 

Per un’Italia migliore – “Sui muri di questo museo – ha osservato il Professore – c’è l’evidenza di un’esperienza drammatica di tanti giovani che hanno contribuito, con le loro sofferenze, a liberare il paese. Oggi ciò che viene richiesto a ciascuno è meno grave, meno drammatico, ma richiede la stessa complessità corale di impegno. Se tutti lavoreremo insieme, così come fecero i nostri padri dopo le macerie della Seconda Guerra Mondiale – ha concluso Monti – potremo consegnare ai nostri figli un’Italia migliore, più dinamica e più giusta”.

Maria Saporito

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