Peter Jackson respinge le critiche rivolte alla tecnologia usata per Lo Hobbit

Critiche a Lo Hobbit – Durante il CinemaCon, l’evento annuale dedicato agli esercenti cinematografici, la Warner Bros ha presentato in anteprima 10 minuti dell’atteso film Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, diretto da Peter Jackson. L’accoglienza delle sequenze non è stata però del tutto positiva a causa dell’aspetto visivo. Il film sarà il primo lungometraggio realizzato per essere proiettato alla velocità di 48 fotogrammi al secondo nei cinema che si doteranno delle strumentazioni necessarie. I commenti più critici riferiscono di un aspetto poco realistico e di resa inferiore rispetto all’immagine proposta nella trilogia de Il signore degli anelli.
Peter Jackson ha tuttavia difeso pubblicamente la sua innovativa scelta tecnica, ma i gestori dei cinema potranno ugualmente stare tranquilli perché il film sarà disponibile in ben sei formati: 3D, 2D, e IMAX 3D nelle rispettivi versioni a 24 o 48 fotogrammi al secondo.

La difesa del regista – Jackson sostiene con fermezza la necessità di far progredire la tecnologia in campo cinematografico e ha sminuito le critiche rivolte ai video: “All’inizio è inusuale perché non si è mai visto un film come questo. E’ veramente una nuova esperienza“, aggiungendo poi che è impossibile giudicare il risultato finale da soli dieci minuti di montaggio.
La sua scelta tecnica è stata motivata dalla volontà di creare un’esperienza visiva più realistica che immerga totalmente gli spettatori nelle ambientazioni fantastiche e suggestive della storia creata da Tolkien.
Il regista ha inoltre sottolineato che le critiche sono diminuite nei confronti della scena con protagonisti Gollum e Bilbo: “Era lo stesso in 48 fotogrammi come il resto della presentazione. Mi chiedo se fossero più coinvolti dal dialogo, dai personaggi e dalla storia. E’ quello che succede nel film. Ci si addentra nella trama e ci si abitua“.
Anche Dan Fellman, presidente della distribuzione statunitense della Warner Bros, ha sostenuto la tesi di Jackson attribuendo la colpa delle critiche al fatto che i dieci minuti presentati fossero ancora ad uno stato incompleto di postproduzione.

Beatrice Pagan