Crisi, taglio delle province e liberalizzazioni

Bce e spesa pubblica – Riprendono in ambito Bce le discussioni attorno al tema della spesa pubblica e alle possibili modalità di contenimento della stessa. Forte attenzione intorno alla spending review, ovvero la revisione dei capitoli di spesa che il governo Monti vorrebbe attuare nei prossimi mesi, dalla Bce in effetti le voci sono più o meno unanimi nel valutare l’accorpamento delle province e la revisione dei modelli concorrenziali e delle liberalizzazioni come unici strumenti capaci di sanare la crisi. “L’accorpamento delle province sarebbe l’unica, vera misura di taglio di costi della politica” è il ragionamento portato avanti dalla Bce che preme sul governo affinché concretizzi i passi promessi: accorpamenti di enti, dismissioni, e operazioni di efficientamento, dunque, da realizzare a partire dall’estate.

La spending review del ministro Giarda – Il ministro Piero Giarda sta lavorando in questi mesi per realizzare un piano di spending review che dovrebbe essere presentato in consiglio dei ministri proprio questo lunedì e che dovrebbe tamponare un ulteriore aumento dell’Iva dal 21% al 23%. La parola passerà così nelle mani dei partiti che sull’argomento si mostrano sulle difensive e lanciano diversi avvertimenti. Il presidente dei senatori Pdl Gasparri ha dichiarato: “In materia di spending review sosterremo con convinzione la lotta agli sprechi e alle spese inutili. Ma non consentiremo che lo Stato abbassi la guardia nella sicurezza e nel controllo del territorio”. Mentre il segretario del Pd Bersani ha affermato: “So che c’è la possibilità di alleggerire la spesa pubblica. E sono sicuro che un uomo come Giarda pensa di entrare col cacciavite in questi meccanismi perché usare la mazza non va bene. Abbiamo dei punti di spreco e dei punti di sofferenza. Spendiamo male. Per esempio la difesa ha bisogno di una grande ristrutturazione perché spendiamo troppo per il mantenimento dell’apparato ma poco per l’ammodernamento“.

Irene Fini