Tensione USA-Cina: Chen Guangcheng è fuggito

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:57

La fuga. L’attivista non vedente, Chen Guangcheng, è fuggito dagli arresti domiciliari una settimana fa, e sembra che ora sia sotto la protezione dell’ambasciata statunitense a Pechino. I rappresentanti del governo degli Stati Uniti hanno rifiutato di confermare o negare la presenza di Chen presso la loro ambasciata.

Dialogo più difficile. Il caso rappresenterà un fattore di tensione nel dialogo strategico ed economico tra Pechino e Washington che, da tempo, cerca di ottenere la collaborazione del governo cinese in una serie di questioni di interesse globale come i programmi nucleari della Corea del Nord e dell’Iran e il conflitto che si trascina da mesi in Siria.

Imprigionati. Chen, era agli arresti domiciliari, insieme alla moglie, dal settembre 2010. Così l’attivista descriveva la sua condizione: «Vengo sorvegliato 24 ore su 24 da tre squadre di 22 persone l’una, che impediscono a me di uscire e a chiunque di venirmi a trovare».  Anche la figlia del dissidente, di appena sei anni, non aveva la possibilità di uscire di casa, al punto da non poter frequentare la scuola. 

 Il coraggio di parlare. Chen aveva denunciato  in passato la pratica di aborti e sterilizzazioni forzati che venivano condotti contro le donne cinesi in ossequio alla legge del figlio unico, una legge varata dal governo comunista nel 1979, che vieta alle famiglie di avere più di un figlio.

Odissea. L’impegno politico e civile di Chen ha condotto l’attivista direttamente in carcere dove ha trascorso quattro anni e tre mesi della sua vita. Scontata la pena, nel settembre 2010 ha subìto i “domiciliari forzati” assieme alla sua famiglia che, più volte, è stata oggetto di minacce e pestaggi. La sua odissea, Chen l’ha raccontata in un video eccezionalmente diffuso su YouTube.

  Giovanna Fraccalvieri

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