Dal Pdl al Pd: i partiti si agitano pensando ai tagli

A rendere plastica la reazione (un po’ scomposta) dei partiti all’annuncio dei tagli previsti dal governo per razionalizzare la spesa pubblica sono due strumenti dalla forte connotazione visiva: il “cacciavite” evocato da Pier Luigi Bersani e il “bisturi” suggerito invece da Fabrizio Cicchitto. Due “arnesi” che sembrano farsi immagine perfetta dell‘inquietudine che ha travolto i partiti alla notizia delle imminenti sforbiciate. E tra i politici non manca chi polemizza fortemente contro il ricorso a un tecnico esterno“I vari ministri hanno forse bisogno di un badante?”, ha affondato il dipietrista Felice Belisario.

Bersani blinda la scuola – La notizia della nomina di Enrico Bondi alla guida di una task force incaricata di cancellare gli sprechi della pubblica amministrazione è stata recepita con straordinaria attenzione dai partiti. Che si sono affrettati a fornire i loro commenti e a piantare i primi significativi “paletti”. “Non credo che ci siano margini per toccare la scuola nell’ambito della spending review – ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – Forse si può parlare di riorganizzazione, ma non di tagli, altrimenti ci diamo altre mazzate e pregiudichiamo la crescitaSe si vuole proseguire sulla strada dei tagli, quello che serve – ha spiegato il democratico – è il cacciavite“.

Giù le mani dalla sicurezza“È chiaro che bisogna usare il bisturi e non l’accetta – è stato invece il commento di Fabrizio Cicchitto Possono essere ridimensionate le spese inerenti il personale amministrativo, ma è necessario prestare molta attenzione a non tagliare le spese per quanto riguarda la sicurezza in quanto tale: quello che sta avvenendo in questi giorni, infatti – ha sottolineato il capogruppo del Pdl alla Camera – sta dimostrando che c’è un’emergenza sicurezza”. 

Operazione di facciata – Critico anche Massimo Donadi dell’Idv: “Quella che sta facendo il governo è una spending review all’acqua di roseha tagliato corto – giusto un ritocco di facciata, un buffetto sulle guance di qua e di là per non dare fastidio a nessuno. Non si fa quello che serve davvero, ovvero agire sul cuore improduttivo e parassitario della spesa pubblica di questo paese”.

Un  badante per il governo – Fin qui le reazioni sui possibili “contenuti”, ma ad indispettire i politici è stata anche la scelta di chiedere aiuto a una risorsa esterna all’esecutivo. “Un governo tecnico, che nella sua squadra dispone di un ministro come Piero Giarda che studia la spesa pubblica da oltre un quarto di secolo – ha notato Osvaldo Napoli del Pdl – non può ricorrere a un ulteriore tecnico. Ne va della sua dignità istituzionale, ma soprattutto impoverisce ancora di più le già flebili basi della sua legittimità costituzionale e democratica”. Più caustico il commento del capogruppo dell’Idv al Senato, Felice Belisario: “I vari ministri, i direttori generali e tutte le strutture tecniche che ci stanno a fare? – si è chiesto il dipietrista – Hanno forse bisogno di un badante?”.

Maria Saporito