Tribunale Usa condanna la Nutella a risarcire 3 milioni di dollari ai consumatori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:44

Che mondo sarebbe senza Nutella? Un mondo forse meno dolce, ma più  “salutare”. Questa è una delle risposte che potremmo dare  seguendo la linea  della sentenza emessa dalla corte di San Diego. Il giudice ha infatti condannato la Ferrero, produttrice della ultraconosciuta Nutella, a risarcire 3 milioni  di dollari ai consumatori a causa di una “pubblicità ingannevole”. Nel suddetto spot infatti la Nutella viene descritta come “nutriente e salutare.”

Il giudizio arriva dopo che una mamma americana, attraverso una class action, era riuscita a portare in tribunale la multinazionale italiana, colpevole a suo dire di pubblicità ingannevole, proprio per quelle due parole. Athena Hohenberg, questo il nome della mamma battagliera, aveva scoperto l’alto contenuto di calorie di soli due cuccchiai di Nutella, unitamente al fatto che il prodotto contenesse una certa quantità di grassi saturi.

L’azienda, che ha la sua sede centrale in Piemonte ad Alba, ha detto che cambierà la propria pubblicità negli Stati Uniti. Onestamente non pensiamo che la crema spalmabile alla nocciola più famosa al mondo rischi molto. Sono passati orma più di 60 anni dal primo vasetto venduto del prodotto di punta dell’azienda piemontese. Il giudice ha anche stabilito che, i consumatori che potranno dimostrare di aver comprato un vasetto di Nutella tra il il primo gennaio 2008 e il 3 febbrario 2012, dovranno essere risarciti (se ne faranno richiesta) con 4 dollari a confezione, per un massimo di 5 confezioni (a consumatore).

Allora bisogna smettere di mangiarla? Per tutti quelli che vogliono continuare ad assaporare questo piacere senza sensi di colpa non resta che prendere l’amato vasetto e riguardare il famoso spezzone di Bianca di Nanni Moretti, (lo trovate sotto). Chi volesse può sostenersi con la saggezza dei consigli mattutini del cuoco della nazionale italiana di calcio, Claudio Silvestri, ma visti gli ultimi risultati degli Azzurri invitiamo a stare attenti.

Mario Pagano