Di Pietro ai lavoratori: Vi auguro un governo diverso

Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, non rinuncia mai a marcare il suo scarso entusiasmo per la presenza dei “tecnici” a Palazzo Chigi e, anche in occasione della festa dei lavoratori, ha vergato un messaggio al vetriolo da destinare loro. “Per il prossimo anno auguro ai lavoratori italiani un governo diverso dagli ultimi due”, ha scritto sul suo blog l’ex togato, che ha ostentato grande scetticismo in riferimento all’annunciata apertura del premier a trattare con la Svizzera per “stanare” gli evasori fiscali.

Per una nuova dignità – “Tanti auguri ai lavoratori italiani. L’augurio più sincero che voglio fare loro in questo primo maggio 2012 è che il lavoro torni a diventare una fonte di benessere, di dignità e di diritti democratici invece che una specie di maledizione, come prima il governo Berlusconi e poi quello Monti lo hanno fatto diventare”. E’ questo l’incipit del messaggio postato ieri dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, nel giorno dedicato ai lavoratori. “Il più sincero augurio che io posso fare ai lavoratori – ha continuato l’ex pm – è che l’anno prossimo ci sia un governo diverso dagli ultimi due. Un governo che non pensi solo ai propri affari e ai propri processi, ma nemmeno solo agli interessi delle banche europee e mai a quelli dei cittadini”.

Governo in ritardo – “Un governo che il primo maggio – ha scritto ancora Di Pietro – possa celebrare la festa dei lavoratori senza arrossire, invece di fare la festa ai lavoratori non solo il primo maggio ma per tutto l’anno”. E sulle presunte aperture manifestate dal governo Monti in relazione alla possibilità di collaborare con la Svizzera per “stanare” gli evasori che portano i capitali oltralpe: “Alla faccia della velocità e dell’urgenza! – ha commentato il numero uno dell’Idv – Se il governo l’avesse fatto quando glielo dicevamo noi, non servirebbero adesso altri 4 miliardi e passa di tagli che renderanno ancora più difficile e dura la vita della povera gente e dei lavoratori”.

Neanche un euro in Svizzera – “Ma, soprattutto – ha spiegato l’ex togato –  Monti deve rendersi conto che se non spiccia e va avanti per un altro po’ di mesi con le trattative, quando alla fine arriverà in Svizzera non troverà più un euro, perché i furfanti sono disonesti ma non stupidi e i soldi – ha avvertito Di Pietro – già li stanno trasferendo in Asia”.

Maria Saporito