I giovani che non si arrendono alla crisi tornano a fare anche i pastori

I lavori che nessuno voleva più fare – In tempo di crisi ogni lavoro, anche quello che qualche anno fa nessuno tra i giovani voleva prendere in considerazione, è diventato oro. Al punto che si sta verificando una singolare inversione di tendenza che genera una corsa ad accaparrarsi quei lavori, o forse sarebbe meglio dire mestieri, che, a causa di orari particolarmente “scomodi” e dell’impegno fisico che comportano, venivano esclusi a priori tra le varie possibilità di impiego.

Tremila giovani pastori – La grave crisi economica che sta scuotendo il nostro paese ha fatto si che, davanti alla richiesta di mercato di impiegare personale per condurre le greggi al pascolo, abbiano risposto in tremila. Di questi molti sono ragazzi che proseguiranno l’attività dei genitori, ma tanti altri sono quelli che hanno scelto il mestiere come alternativa ecologica alla disoccupazione che ormai sta per sfiorare il tetto del 10% del totale della popolazione.

Le stime della Coldiretti – Secondo l’associazione di categoria, i giovani investono molto di più sui prodotti che possono migliorare la qualità della produzione aziendale e sono orientati a guadagnarsi il mercato attraverso la vendita diretta. Tra l’altro in Italia si producono annualmente più di 60 milioni di chili di formaggi pecorini, dei quali la metà ottiene il marchio dop, dei quali il 25% viene esportato.

Marta Lock