Monti chiama tutti: Adesso serve una crescita sostenibile

Che le elezioni svoltesi ieri in Francia e in Grecia non rappresentassero dei semplici test nazionali, ma andassero inserite in una cornice ben più ampia (quella europea) è cosa chiara a tutti. Per questo il premier Mario Monti, dopo aver telefonato al neo presidente Hollande, ha sentito il bisogno di commentare la notizia della sua vittoria anche con la Cancelliera tedesca, Angela Maerkel, col primo ministro britannico, David Cameron, e col presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Un giro stretto di telefonate nel corso delle quali il Professore avrebbe rimarcato quanto poi messo nero su bianco su una nota: “Adesso occorre spingere su una crescita sostenibile.

Al telefono con mezza Europa – Da una parte la vittoria del socialista Francois Hollande, che dovrebbe per lo meno ammorbidire la linea rigorista sostenuta fin qui dal suo predecessore “in combutta” con la Germania, dall’altra la disfatta dei partiti “europeisti” greci, severamente puniti dall’elettorato sfiancato dalla crisi. Il nuovo quadro che sembra profilarsi in Europa potrebbe portare davvero significativi cambiamenti. Per questo il presidente del Consiglio, Mario Monti – ligio alle regole del bon ton internazionale – ha tempestivamente sollevato la cornetta per felicitarsi col neo inquilino dell’Eliseo, ma anche per inquadrare i risultati francese e greco in un contesto più ampio e impegnativo.

Non solo rigore e disciplina – “I risultati delle elezioni in Francia e in Grecia impongono una riflessione comune sulla politica europea”, ha alla fine commentato in una nota. “La disciplina del bilancio resterà una condizione essenziale dell’Unione economica, ma non certo sufficiente per l’obiettivo chiave: una crescita sostenibile, creatrice di occupazione e orientata all’equità sociale”. “Per questo – ha continuato Mario Monti – è fondamentale che l’Europa adotti con urgenza concrete politiche per la crescita. L’Italia deve avere, in questo, un particolare ruolo di orientamento e di impulso in Europa. Tale ruolo, intrapreso dal governo fin dall’inizio e pur trovandosi allora in una condizione finanziaria di oggettiva debolezza – ha concluso il Professore – troverà ora uno spazio maggiore”. 

Maria Saporito