Home Anticipazioni

Grecia: L’ascesa del partito neonazista “Alba dorata”

CONDIVIDI

Neonazisti. In Grecia sta raccogliendo sempre più consensi un  partito di estrema destra denominato“Alba dorata”. Il movimento politico, sorto nel 1993, nelle elezioni del 2009  aveva ottenuto lo 0,29 per cento; oggi ha raggiunto il 6,9 per cento dei consensi. Un risultato davvero preoccupante, considerando il fatto che il partito, sotto diversi aspetti, rappresenta una vera e propria formazione neonazista, a partire da un’aggressiva campagna elettorale anti-immigrati, fino ad arrivare alle sue chiare simpatie per il regime dei colonnelli, per non parlare, infine, del simbolo del partito che in tutto rimanda  alla svastica nazista.

Nemici. “Alba dorata” lotta contro gli immigrati illegali e, a tal fine, porta avanti spedizioni punitive contro di loro, propone espulsioni di massa e la miltarizazzione dei confini. Un altro bersaglio del partito di estrema destra sono i media, considerati faziosi e ostili al Movimento. Non mancano, poi, le invettive contro il segretario di “Nuova Democrazia”, Antonis Samaras, considerato un falso patriotta e un bugiardo in quanto avrebbe aderito a un governo di coalizione andando contro le sue promesse elettorali.

Fanatismo. Il “piatto forte” di  Alba Dorata però, è la lotta contro la politica finanziaria dell’Unione Europea, un argomento che, in un momento di profonda crisi economica, ha permesso al partito di raggiungere consensi inaspettati. Del resto, la storia lo insegna: è sempre nei momenti di crisi che il nuovo, buono o cattivo che sia, conquista terreno. Lo documenta questo video in cui si vede all’opera un gruppo di fanatici che ordina ai giornalisti di «alzarsi e mostrare il loro rispetto» a Nikos Michaloliakos, il leader di Alba Dorata,  intento ad iniziare un suo discorso. Un discorso in cui il “Führer greco” avverte minacciosamente: «Il tempo dell’ellenismo è arrivato. Ora tutti coloro che hanno minacciato noi e il nostro Paese dovranno avere paura. Arriviamo. Queste sono le mie parole».

 Giovanna Fraccalvieri