Ad di Deiulemar muore di infarto durante una perquisizione della Guardia di Finanza

La compagnia di navigazione – La compagnia Deiulemar, in ginocchio a causa della crisi dei noli e di una cattiva gestione della raccolta dei fondi, era stata dichiarata in fallimento da parte del Tribunale di Torre Annunziata, Napoli, che aveva accolto le istanze presentate da sette creditori della compagnia. La vicenda era iniziata quattro mesi fa, a metà del mese di gennaio, quando, cominciata a circolare la notizia relativa alle difficoltà economiche della società, tutti gli investitori che nel corso degli anni avevano portato nelle casse dell’azienda ben 720 milioni di euro, hanno iniziato ad assediare gli uffici della Deiulemar fino a costringere l’ad Iuliano a chiudere la sede di via Vittorio Veneto.

600 persone – I 600 investitori erano stati convocati in un’assemblea tenutasi all’hotel Sakura, e rassicurati sulla salvaguardia dei capitali che avevano versato. Ma un creditore che avanzava mancati pagamenti per ben 230mila euro aveva deciso di presentare istanza di fallimento, alla quale si erano uniti altri sei creditori, accolta dalla sezione fallimentare del Tribunale di Torre del Greco.

La perquisizione nella sua abitazione – Questa mattina gli uomini della Guardia di Finanza si erano recati nell’abitazione dell’88enne ad della società, Michele Iuliano, per effettuare delle perquisizioni. L’esecuzione del provvedimento disposto dall’autorità giudiziaria si era svolto in un clima molto disteso, come confermato anche dai familiari di Iuliano, ma improvvisamente l’uomo ha avvertito un malore e si è accasciato a terra colto da infarto. A nulla sono valsi i tempestivi soccorsi da parte degli agenti e dell’ambulanza subito giunta sul luogo.

Marta Lock