Attentato Adinolfi: si seguono tre piste

Tre piste principali – Sarebbero tre le piste in direzione delle quali si stanno orientando le indagini volte a scoprire i responsabili dell’attentato a Roberto Adinolfi, l’ad di Ansaldo Nucleare gambizzato due giorni fa a Genova. Il ministro dell’Interno Cancellieri ha dichiarato che le indagini degli investigatori si stanno concentrando sulla pista anarco-insurrezionalista, a quella vetero-brigatista e infine a quella commerciale.

Il messaggio del Gap – Oggi è stato pubblicato su un sito indipendente, l’Indymedia, da parte del Gruppo armato proletario, un messaggio che in un primo momento era stato interpretato come rivendicazione dell’attentato, ma poi, a seguito di un’analisi più approfondita, è stato verificato che era semplicemente un attestato di solidarietà nei confronti di chi aveva compiuto l’atto terroristico.

La vigilanza – Il ministro dell’Interno ha annunciato di aver predisposto un servizio di vigilanza per gli stabilimenti Ansaldo di Genova e per alcune figure più rilevanti dell’azienda. Secondo gli investigatori gli autori dell’attentato farebbero parte di un gruppo eversivo ben organizzato e strutturato che si sarebbe avvalso del supporto logistico di numerosi collaboratori, perciò è di fondamentale importanza la protezione delle cariche più importanti della società. Particolare attenzione è rivolta alla pista genovese, nell’ambito della quale si potrebbero muovere le nuove Br, apparentemente stroncate nel 2009 con l’arresto di Gianfranco Zoia e di Riccardo Massimo Porcile, ma che potrebbero invece essere ancora attive.

Marta Lock