Di Pietro e Vendola in pressing su Bersani: Rilanciamo l’alleanza

“Se Sparta piange, Atene non ride”: a fornire l’efficace dichiarazione utile a disegnare, con maggiore precisione, il convulso quadro politico post-amministrative è stato il pidiellino Guido Crosetto che, pur non negando le difficoltà della sua area politica, ha invitato a non sottostimare anche quelle del centrosinistra. Una fotografia abbastanza veritiera, se si considera che, alla luce dei risultati appena certificati, tanto Antonio Di Pietro quanto Nichi Vendola hanno sentito il bisogno di “tornare all’attacco” del Pd invitandolo a ridare colore alla foto di Vasto.

L’appello di Di Pietro – “Noi sentiamo la necessità di rilanciare un’alleanza con il Pd, li invitiamo ad uscire allo scoperto. Questo stare ad aspettare sembra l’atteggiamento dell’asino di Buridano: alla fine si rimane con un pugno di mosche in mano”. A dichiaralo ieri è stato il numero uno dell’Idv, Antonio Di Pietro, che forte di alcuni risultati elettorali incoraggianti (tra tutti l’ampio consenso incassato da Leoluca Orlando a Palermo), ha rilanciato l’invito ai democratici a costruire un’intesa finalmente alternativa all’attuale sistema politico.

Foto da rianimare – “Ne ho parlato anche con Vendolaha aggiunto l’ex togato – insieme al quale continueremo ad invitare il Pd ad uscire allo scoperto. Avvertendo però che possiamo aspettare fino a un certo punto. “La foto di Vasto non è stata stracciata – ha precisato Di Pietro – Semplicemente è stato specificato che ha bisogno anche di contenuti e non solo di immagini”.

L’autocritica di Vendola – Lucida anche la lettura che il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha dato dell’ultima tornata elettorale: “Il centrosinistra nel momento in cui tracolla il centrodestra – ha notato – non capitalizza questo risultato. Lo capitalizzerà probabilmente alla fine, vincendo i ballottaggi, ma il punto è che noi non veniamo ancora percepiti come alleanza e come una robusta alternativa“.

No al moderatismo – Un’autocritica ribadita al cospetto dei giornalisti incontrati a Montecitorio: “Quando il centrosinistra si pone come alternativa credibile a politiche liberiste che strozzano le grandi esigenze sociali vince – ha spiegato il leader di Sel – ma non appena gli elettori sentono odore di gattopardismo, di un inseguimento del moderatismo, immancabilmente dimostrano col voto di non gradire”.  Un invito, neanche troppo velato, ai bersaniani a ignorare le voci intonate dalle “sirene” centriste per ritornare su posizioni più “coraggiose”.  A sinistra.

Maria Saporito