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Green Hill: proteste in tutto il mondo (foto)

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Green Hill. La protesta mondiale. Ieri si è svolta la giornata mondiale contro la vivisezione e contro Green Hill, l’azienda di Montichiari che alleva beagle destinati ai laboratori scientifici. La protesta, dilagata in oltre 70 città e 4 continenti è stata organizzata dal comitato “Fermare Green Hill”,  che ha portato alla ribalta delle cronache la questione ormai da qualche anno. Recenti sondaggi dicono che gli italiani la viviszione non la vogliono, per nessun motivo. Ma i problemi sono tanti. C’è di mezzo la Regione, il Parlamento, l’Europa. La giornata di ieri era stata scelta appositamente. Oggi infatti la commissione Politiche Europee del Senato avrebbe dovuto esaminare gli emendamenti della Camera alla Direttiva comunitaria.

Tali emendamenti, se approvati impedirebbero l’utilizzo di cani gatti e primati a scopo di vivisezione su tutto il territorio italiano. Tutto rinviato al 16 maggio prossimo, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa specializzata Geapress. La questione però rimane e prima o poi dovrà essere affrontata. Recepire in maniera più restrittiva la norma europea, ha spiegato qualche giorno fa la stessa commissione, potrebbe mettere a rischio sanzioni l’Italia.  Che però continua a protestare, contro determinate pratiche scientifiche che si avvalgono di animali e contro Green Hill. Così risulta dalle imponenti manifestazioni “multiple”. Gli attivisti hanno invaso decine e decine di città solo in Italia.

Il blitz a volto scoperto. La giornata di ieri è nata anche dalle conseguenze del blitz animalista del 28 aprile scorso,  quando durante l’ennesima manifestazione a Montichiari, un gruppo di attivisti ha fatto irruzione nell’allevamento, portando via una trentina di cuccioli di beagle. 12 persone però, 8 uomini e 4 donne,  finirono in carcere, con accuse anche piuttosto gravi. Liberati dopo un paio di giorni,  il popolo del web li aveva già innalzati al rango di “eroi”. Ad accoglierli fuori dal carcere un bel grupetto di sostenitori, tra cui la fotomodella animalista Maura Anastasia.  Il gesto “estremo” degli attivisti finì sui giornali di mezzo mondo, anche perchè l’irruzione, che nel metodo ha ricordato le incursioni degli Alf, era però stata fatta a volto scoperto (contrariamente alle modalità adottata da questi ultimi) e , stando a quanto sostenuto dai manifestanti, non organizzata in precedenza, ma improvvisata sul posto.

A.S.