Omicidio dell’ultrà del Pescara, presi i complici del rom accusato

Responsabili del delitto – I quattro nomadi catturati nella notte dagli uomini della Squadra mobile di Pescara, sono ritenuti responsabili dell’omicidio di Domenico Rigante, avvenuto il primo maggio a seguito di una spedizione punitiva contro il fratello gemello di Rigante, Antonio. Tre degli arrestati sono i cugini di Ciarelli, il rom accusato di essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio, mentre uno è suo nipote. Nessuno dei quattro supera i 24 anni di età.

Allontanati dalle proprie abitazioni – I quattro si stavano nascondendo fuori città, come d’altronde avevano fatto molti altri nomadi spaventati dall’ostilità e dalle ritorsioni e che tutta la tifoseria biancazzurra aveva minacciato di intraprendere contro tutta la comunità rom della città.

Forse altre due persone coinvolte – Gli investigatori ritengono che vi siano altre due persone direttamente coinvolte nei fatti del primo maggio, poiché secondo le testimonianze il blitz era stato effettuato da sei o sette giovani, perciò le ricerche non sono ancora state chiuse. Intanto i quattro arrestati si trovano in isolamento nel carcere di Pescara con l’accusa di omicidio, tentato omicidio, porto abusivo di armi, violazione di domicilio e minaccia aggravata. Sembrerebbe che a carico dei quattro siano stati raccolti dei gravi e inequivocabili indizi di colpevolezza, mentre Ciarelli dal carcere si è dichiarato innocente e successivamente si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Marta Lock