Pdl nel caos: Berlusconi vuole ricominciare dai moderati e dai quarantenni

Il clima intorno al partito del Cavaliere appare sempre più confuso. Dopo la “batosta” elettorale alle amministrative, Silvio Berlusconi (di ritorno dalla Russia) avrebbe predisposto una task force incaricata di risollevare le quotazioni del partito. Un’impresa più che difficile, che i pidiellini cercheranno, verosimilmente, di centrare proseguendo il “corteggiamento” nei confronti del centrista Pier Ferdinando Casini. Mentre le voci su una sorta di “commissariamento” dell’attuale segretario, Angelino Alfano, si fanno sempre più insistenti.

Movimenti a destra – Il sentore è che i partiti annaspino alla ricerca di qualche appiglio da cui poter ricominciare. Il fenomeno 5 Stelle (pubblicamente misconosciuto dal presidente della Repubblica) ha avuto, in realtà, un effetto detonante nella politica nazionale e ha costretto molti protagonisti alla controffensiva. E se Pier Ferdinando Casini ha giocato  d’anticipo, annunciando roboanti chiusure, anche Silvio Berlusconi ha mostrato interesse a sparigliare. Di ritorno dal suo viaggio in Russia, l’ex premier avrebbe ieri convocato un vertice a Roma per analizzare nel dettaglio i risultati elettorali, confermando ciò che aveva sostanzialmente dichiarato il giorno prima: “Non è andata male, anzi”.

Il progetto moderato – Una lettura ottimistica che lo avrebbe spinto a riproporre il progetto di una grande confederazione di moderati, capace di riconquistare i voti dei troppi “delusi” che hanno preferito disertare le urne. Un progetto nel quale coinvolgere il malfermo Pier Ferdinando Casini, al quale l’ex premier vorrebbe espressamente chiedere di “mollare” definitivamente il Pd per ritornare nella casa popolare del centrodestra italiano. Ma i pareri all’interno del Pdl non sarebbero unanimi su questo punto. E non solo.

Partito da rifare – Stando ai beninformati, infatti, un gruppo di ex aennini continuerebbe a sponsorizzare la necessità di “staccare la spina” al governo Monti e di tornare alle urne per ripristinare la “normalità politica”. Un’opzione osteggiata da molti altri esponenti, consapevoli dell’inopportunità di ricorrere anticipatamente al voto in un momento in cui i cittadini hanno dato ampiamente prova della loro disaffezione. Cosa fare allora? L’idea è quella di lanciare un “restyling” (non solo relativo al nome) del partito, magari affiancando all’attuale segretario un team di quarantenni capace di conferire nuovo “brio” allo schieramento. Una soluzione a metà strada tra il “commissariamento” di Alfano e l’urgenza di designare una nuova classe dirigente, in grado di far dimenticare (almeno in parte) gli “scivoloni” di quella precedente.

Maria Saporito