Crisi: 63enne si suicida a Pompei, lettera di accuse a Equitalia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:10

Titolare di un’impresa edile – Arcangelo Arpino, 63enne titolare di un’impresa edile di Vico Equense, la Euro Costruzioni, ha fermato la propria auto nel parcheggio del Santuario di Pompei, ha estratto la sua pistola calibro 7,65, regolarmente detenuta, e si è sparato un colpo alla testa.

Il trasporto in ospedale – Il colpo ha attirato l’attenzione di alcuni fedeli in visita al Santuario che hanno chiamato subito l’ambulanza, ma Arpino è morto subito dopo il ricovero all’ospedale di Castellammare di Stabbia. Secondo i familiari negli ultimi tempi l’uomo era seriamente preoccupato per la propria attività e stava entrando in depressione, ma nessuno avrebbe immaginato l’intenzione di compiere un gesto tanto estremo.

Le tre lettere – All’interno dell’auto i carabinieri che seguono le indagini hanno trovato tre lettere, una con la quale il 63enne chiede scusa alla famiglia per l’atto che aveva intenzione di compiere, la seconda nella quale spiega dettagliatamente i problemi economici legati alla propria attività, e una terza di accuse aperte nei confronti di Equitalia. Da una prima indagine sembrerebbe infatti che l’uomo avesse ricevuto diverse cartelle esattoriali dall’Agenzia di riscossione che non sapeva come pagare, viste le difficoltà economiche che stava attraversando, perciò, non vedendo via d’uscita né soluzione alla situazione, ha deciso di farla finita.

Mara Lock

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