I Ros smentiscono: nessuna lista di sospettati per l’attentato ad Adinolfi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:51

La notizia pubblicata questa mattina – La notizia dell’esistenza di una lista di nominativi individuati come responsabili dell’attentato all’ad di Ansaldo Nucleare sembrava fosse trapelata da fonti investigative attendibili, perciò alcuni quotidiani l’hanno diffusa immediatamente. Secondo quanto pubblicato il cerchio si sarebbe stretto intorno a persone che negli anni passati avevano partecipato a operazioni organizzate dalle Brigate Rosse.

La smentita dei Ros – Poco dopo però è giunta la smentita da parte dei vertici dei Ros, che hanno precisato che non esiste nessun tipo di lista né di riferimento a nominativi individuati come responsabili dell’attentato e che le indagini si stanno muovendo in tutte le direzioni senza escludere alcuna opzione.

Le impronte digitali – Intanto si sta procedendo alla rilevazione delle impronte digitali trovate sullo scooter usato dagli attentatori per fuggire subito dopo aver sparato alle gambe ad Adinolfi, ma, come precisato dal capo procuratore di Genova, bisogna verificare che siano utilizzabili e trovare a chi appartengono. Nulla di fatto invece per le riprese delle telecamere, perlomeno quelle esaminate finora, perché sarebbero tutte troppo lontane per poter identificare le persone a bordo dello scooter. Rimangono quindi ancora aperte le tre piste elencate ieri dal ministro dell’Interno Cancellieri: la vetero-brigatista per la modalità usata, l’anarco-insurrezionalista per l’obiettivo attaccato e la commerciale dell’Est Europa per la pistola usata contro Adinolfi, una Tokarev calibro 7,62 mm di fabbricazione sovietica.

Marta Lock