La proposta di Monti: Esentiamo per 3 anni gli investimenti pubblici

Nel corso della Conferenza sullo stato dell’Unione europea che si è svolta ieri a Firenze, il premier Mario Monti ha lanciato una proposta tesa a incoraggiare la ripresa economica. Esentiamo per tre anni gli investimenti pubblici che possono far ripartire la crescita“, ha sostanzialmente detto il Professore. Una ricetta che incontrerà, con ogni probabilità, la resistenza della Germania, a cui il presidente del Consiglio ha già destinato una precisazione: “Non si tratta di una proposta elusiva, ma di un semplice incoraggiamento“.

Un’idea per la crescita – “Gli investimenti pubblici per la crescita, ad esempio nel settore della banda larga e dell’agenda digitale, per i prossimi tre anni non dovranno essere conteggiati ai fini dei vincoli del Patto di Stabilità, del Fiscal Compact”. E’ questa l’idea lanciata ieri da Mario Monti nel corso del suo intervento alla Conferenza sullo stato dell’Unione europea a Firenze. Il premier, impensierito dagli andamenti finanziari e dai forti malumori sociali, ha in pratica proposto di non conteggiare nel deficit europeo tutte quelle spese destinate ad incoraggiare la crescita dei vari paesi, nella speranza di far ripartire la macchina inceppata.

Nessuna sconfessione al rigore – Una ricetta in controtendenza con il rigorismo professato dalla Germania, alla quale il Professore ha tentato di replicare in anticipo. “La Merkel – ha detto Monti – sa bene che il governo italiano crede nella disciplina di bilancio e io sono tra i capi di governo più sensibili al principio del rigore. Ma mi sforzo di cercare per l’Europa vie che consentano una maggiore crescita. Nella mia proposta – ha precisato il presidente del Consiglio – non c’è nulla di elusivo della disciplina di bilancio, ma è solo un incoraggiamento ad una buona politica economica”

Contro i politici follower – Nel corso del suo intervento, il premier non ha parlato solo di economia: “La crisi della politica in Europa – ha detto – deriva dalla combinazione dei media che aumentano la percezione di breve periodo dell’opinione pubblica e portano i politici di molti paesi ad essere sempre meno leader e sempre più follower, che rifuggono da decisioni impopolari”. Una “stilettate” affondata, in un’unica soluzione, al fianco della stampa sensazionalista e della poltica miope e pavida.

Maria Saporito