Balduzzi vuole una tassa su bibite gassate. Il ‘No’ perentorio di Assobibe

 

 

Balduzzi e bibite gassate- Stando a dei dati a disposizione i consumi di bevande gassate, in Italia,  sono molto più  bassi rispetto al resto d’Europa. Quindi è insensato prendere di mira una sola categoria di prodotti alimentari, come le bevande gassate che in Italia danno un contributo inferiore al 2% all’apporto calorico giornaliero.

Assobibe contro Balduzzi – Questo almeno è quanto risponde Assobibe, l’Associazione Italiana dei Produttori di Bevande Analcoliche, all’ipotesi formulata dal ministro Balduzzi di una tassa, da usare per la prevenzione, di 3 centesimi sulle bottigliette da 33 cl che farebbero incassare allo Stato ben 250 milioni di euro l’anno.

La parola ai produttori–   A questo punto gli stessi produttori sottolineano risoluti che:  “Secondo i dati INRAN, vale a dire l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, i più giovani consumano in media un equivalente di 28 grammi pro-capite al giorno di bevande gassate equivalenti a 11 calorie.” Proseguendo che nel nostro Paese questi prodotti sono già penalizzati, con  l’aliquota IVA del 21% cui sono soggetti, a differenza della maggior parte dei prodotti alimentari che godono di aliquote ridotte al 4% o al massimo al 10%. Mentre, sempre secondo i dati a loro disposizione, la media nell’Unione Europea, sulle bevande analcoliche è  del 16.5%”.

Maria Luisa L. Fortuna