L’accusa del pentito: Garrone pagò la camorra per girare Gomorra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:53

A gettare fango sul pluripremiato regista di Gomorra, Matteo Garrone, è il collaboratore di giustizia, Oreste Spagnuolo. L’ex casalese, affiliato all’ala stragista di Giuseppe Setola, ha rivelato particolari imbarazzanti sul cineasta, accusato di aver versato la somma di 20 mila euro a un camorrista. Il motivo? “Senza pagare il pizzo non si poteva girare il film”, avrebbe spiegato Spagnuolo a Il Fatto Quotidiano.

Il regista e il camorrista – Da manifesto dell’anti-camorra a simbolo dell’estorsione: la fortunata pellicola firmata da Matteo Garrone tratta dal bestseller di Roberto Saviano, Gomorra, rischia di cambiare rovinosamente pelle. A fornire informazioni imbarazzanti sul regista romano è stato Oreste Spagnuolo, ex casalese arrestato nel 2008 per la strage di Castelvolturno. Secondo il pentito, il regista – nel periodo immediatamente precedente all’avvio delle riprese – avrebbe incontrato il numero due del clan, Alessandro Cirillo. Un faccia  a faccia favorito da Bernardino Terracciano, uomo considerato vicino al clan dei Casalesi e scelto da Garrone sia per il film L’imbalsamatore che per Gomorra.

Il prezzo da pagare – Nel corso dell’incontro, il regista avrebbe concordato col camorrista il versamento di 20 mila euro a garanzia del buon andamento dei lavori. Come raccontato da Spagnuolo nel libro Confessioni di un killer, scritto dalla giornalista Daniela De Crescenzo: “Prima di cominciare le riprese il regista andò a casa di Cirillo, che all’epoca stava ai domiciliari, per mettersi d’accordo. Garrone gli mandò ventimila euro e le riprese girarono lisce come l’olio. Un bel guadagno”. Il regista di Gomorra non ha voluto fornire alcun commento alle dichiarazioni rilasciate da Spagnuolo, ma presto verrà ascoltato dagli inquirenti di Napoli.

Maria Saporito